Dal treno di Lenin a un report sulle ferrovie

Il progetto ‘The Sounds of…” propone un interessante report sulle stazioni ferroviarie in Svizzera, Polonia, Canada, Romania e Repubblica Ceca.


Dal treno di Lenin a un report sulle ferrovie

ZURIGO. Dalla stazione ferroviaria di questa importante città svizzera, mentre guardi i treni in arrivo e in partenza e ti sovviene alla mente il bel libro di Georges Simenon “L’uomo che guardava passare i treni” del 1938, ricordi soprattutto che da qui partì il treno di Lenin per la Russia nel 1917. “Abbiamo bisogno di uno stato - scrisse Lenin alcuni giorni dopo la caduta di Nicola II - ma non del tipo che serve alla borghesia, con organi di governo che consistono nella polizia, nell’esercito e nella burocrazia”.

Lenin era in esilio a Zurigo, trascorreva le giornate nella lettura di saggi e tra documenti e carte che diventarono il preambolo del saggio “L’Imperialismo fase suprema del capitalismo”. Sentiva che era l’ora di rientrare in patria, che il tempo era ormai propizio e che ogni giorno trascorso equivaleva a sostenere l’odiato socialdemocratico Kerenskij, “una balalaika suonata per ingannare i lavoratori e i contadini”.

Rientrare in Russia era quasi impossibile. I governi di Inghilterra e Francia non lo avrebbero mai consentito. C’era una possibilità, un azzardo, raggiungere la Russia attraverso la Germania, ma significava scendere a patti con il nemico. Il 3 aprile 1917 Vladimir Il’ic Ul’janov Lenin salì su un treno destinazione finale Russia, capolinea: la Storia.

Il rientro in treno di Lenin dalla Svizzera alla Russia fu fondamentale per i destini della rivoluzione. Ci ricordiamo il saggio di Catherine Merridale “Lenin sul treno”.

Qui, tra questi binari, non puoi dimenticare che quel 3 aprile 1917 un anonimo cittadino russo, che indossava il famoso berretto che lo rese celebre quando lo rimise sulla testa all’arrivo a Pietrogrado, saliva nell’indifferenza generale sul vagone destinazione Russia. Lenin passò sette giorni e sette notti a bordo del treno piombato, con il decisivo beneplacito tedesco, attraversò Paesi tra loro diversi, transitando tra campi segnati dalla prima inutile guerra mondiale che in quei mesi stava inesorabilmente piegando l’Europa.

Sappiamo come finì il viaggio, cosa iniziò dopo quel viaggio.

Con la collega Catherine Waibel vorrei conoscere il progetto “The sounds of…” della Televisione Svizzera con Polskie Radio, Radio Canada International, Radio Romania International e Radio Praha, che propone un interessante report sulle stazioni ferroviarie in Svizzera, Polonia, Canada, Romania e Repubblica Ceca.

Allora, sappiamo che la Svizzera è conosciuta nel mondo per la sua capillare rete ferroviaria bene organizzata. Ogni giorno il treno viene utilizzato da oltre un milione di persone e un centro nevralgico di questa rete è questa stazione centrale di Zurigo.

Circa un terzo dei pendolari in Svizzera – migliaia di persone in arrivo da Italia, Francia e Germania – utilizza i trasporti pubblici per recarsi al lavoro. Ogni giorno sono circa 10.600 treni a percorrere i 5.000 chilometri della rete ferroviaria del Paese, tutta elettrificata.

Questa stazione centrale di Zurigo è la più grande della Svizzera ed è tra le più frequentate del mondo. È il nodo ferroviario principale per i treni che circolano nel Paese e che giungono dall’estero. Nella stazione ci sono 26 binari in superficie e 16 binari sotterranei. Poi ci sono anche molti ristoranti, takeaway, negozi e aziende di servizi distribuiti sui diversi piani dell’immobile.

Venne costruita nel 1847, è tra le più vecchie della Svizzera. Il “cuore” della stazione è la hall centrale di quasi 2.000 metri quadrati, alta venti metri. Qui si possono ammirare installazioni di arte contemporanea, tra cui il variopinto angelo custode dell’artista franco-svizzera Niki de Saint Phalle.

Le Ferrovie Federali Svizzere sono la società ferroviaria più grande della Svizzera, nata nel 1902 dalla nazionalizzazione con il raggruppamento di varie compagnie private. Per migliorare le infrastrutture FFS intende modernizzare fino a 580 delle circa 800 stazioni, soprattutto per favorire l’accesso dei viaggiatori con disabilità fisiche.

Nel cantone Vallese è in fase di realizzazione una tratta di prova per il trasporto ultraveloce delle merci. Il progetto Hyperloop in collaborazione con Eurotube prevede la costruzione di tubi sottovuoto in cui capsule viaggeranno alla velocità di 900 km/h.

La documentazione dei media partner della Televisione Svizzera nel progetto riguarda alcune stazioni. Quella principale di Varsavia si trova nel centro della capitale polacca. Nel 2017 è stata utilizzata da 15,1 milioni di viaggiatori. Ogni giorno circolano un migliaio di treni, quasi esclusivamente per il traffico a lunga distanza. La costruzione dell’odierna stazione iniziò 46 anni fa, uno dei “progetti faro” dell’epoca comunista.

La stazione centrale di Montreal, in Canada, è stata inaugurata nel 1943. E’ la stazione ferroviaria più trafficata del paese dopo la Union Station di Toronto. All’esterno e all’interno l’edificio principale è decorato con sfregi in stile art déco. Le facciate interne sui lati est e ovest presentano due grandi rilievi che raffigurano la vita, l’arte e l’industria del Canada. Si possono anche leggere alcune strofe dell’inno nazionale: in francese sul lato est e in inglese su quello ovest.

La stazione centrale di Praga è la più grande della Repubblica Ceca per quanto riguarda il traffico passeggeri. Ogni anno vi transitano fino a 27 milioni di persone. Lo storico edificio della stazione è anche il monumento architettonico più grande del Paese in stile Art Nouveau. Costruita nel 1871, la stazione è stata di recente ristrutturata sulla base dei progetti originali del noto architetto ceco Josef Fanta.

Attraverso la stazione di Bucarest Gara de Nord circolano circa 300 treni al giorno. È la stazione più grande della Romania. Costruita tra il 1868 e il 1872, figura sulla lista dei monumenti storici della città. Nel 1906, qui si fermò per la prima volta l’Orient-Express, il famoso treno passeggeri circola oggi sulla tratta originale Parigi-Istanbul due volte all’anno, con fermata nella stazione rumena.

05/01/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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