Quale sarà la prossima tappa?

Alla ricerca di esopianeti, di mondi extrasolari


Quale sarà la prossima tappa? Credits: https://www.wired.it/scienza/spazio/2019/10/08/nobel-fisica-2019-cosmologia/

MILANO. Dialogo tra cento anni, dice uno dei due: “Come doveva essere bello quando crepavamo ancora di cancro e incidente stradale, come gli animali”. L’altro gli domanda: “ Dì un po’, che cos’erano gli animali?”. “Gli animali erano creature leggendarie e leggiadre come i nani, i ragni, gli antropofagi e gli ecotiratori. Gli animali erano esseri scomodi e ai cervelli elettronici non fu mai permesso di costruirne. La natura fantastica di simili esseri è provata dal fatto che alcuni di essi avrebbero avuto più di una vita, come i gatti”.

“La prossima tappa sarà la scoperta della vita”. Ne sono convinti gli astronomi svizzeri Michel Mayor e Didier Queloz, che nel 2019 hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisica per le scoperte teoretiche in fisica cosmologica. Hanno diviso il premio con James Peebles che ha contribuito alla scoperta di un esopianeta in orbita attorno a una stella di tipo solare.

E’ stata così premiata la nuova comprensione della struttura e della storia dell’Universo e la prima scoperta di un pianeta in orbita attorno a una stella simile al Sole al di fuori del nostro sistema solare.Scoperte che hanno cambiato per sempre le nostre concezioni del mondo.

Insomma è stato dipinto un Universo più strano e meraviglioso di quanto avessimo potuto immaginare, la nostra conoscenza e il nostro posto nell’Universo non saranno mai più gli stessi.
Mayor e  Queloz, che insegnano astronomia e astrofisica all’Università di Ginevra, hanno scoperto nel 1995 il pianeta extrasolare Pegasi 51 b orbitante a 51 Pegasi, stella simile al sole.

Con la nascita della cosmologia fisica ci dicono che il 69% dell’universo è energia oscura, il 25% è materia oscura, mentre la materia ordinaria è soltanto il 5%.A Peebles dobbiamo l’importanza della radiazione cosmica. Si studia l’Universo per capire la vita sostengono Mayor e Queloz

La prossima tappa sarà scoprire altre vite?  Potremmo trovarci di fronte a diversità  che vanno al di là di quello che possiamo immaginare anche seguendo i migliori episodi di “Star Treck”.
Già, scopriremo la reale funzione del  Solar Plexus , quell’intreccio solare  punto d’incontro di nervi ed energia, che poniamo sopra l’ombelico che oggi alcune dottrine orientali considerano il centro dei sentimenti e delle forze vitali. Chissà, ad anni luce di distanza  le notti fredde e scure  avranno il rogo , almeno una certezza il fuoco?

Teniamolo come aspettativa.

04/01/2020 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
Credits: https://www.wired.it/scienza/spazio/2019/10/08/nobel-fisica-2019-cosmologia/

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L'Autore

Guido Capizzi

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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