Cultura

Vi è una prima fase espansiva del modo di produzione capitalistico che perdura sino al sorgere, con la crisi, dell’affermarsi della fase imperialista, di cui Gramsci delinea le principali caratteristiche.

Il 19 luglio 2018 il Parlamento Israeliano ha approvato a maggioranza la legge sullo “Stato-Nazione” che ha fatto di Israele, contro il diritto internazionale, uno “Stato Etico” e ha sancito la natura d’Israele come “Stato Ebraico” cioè Nazione per soli Ebrei (gli altri abitanti non ebrei che vivono in Israele – cristiani, mussulmani, atei, drusi e beduini ecc. – sono così diventati cittadini di serie B con diritti ridotti).

I piccoli borghesi europei non riuscivano nemmeno a immaginarsi che le future rivoluzioni in oriente (come la storia seguente ampiamente dimostrerà) saranno rivoluzioni contro il capitale, ancora più di quanto l’era stata la Rivoluzione socialista in Russia.

Nella circostanza della scomparsa di Gino Strada l’Autore ha scritto “una lirica - non rivolta direttamente a lui che di sicuro non avrebbe gradito ché non aveva alcuna necessità del comune consenso - giusta per ravvivare all'attenzione la qualità del suo esempio” di lotta fino alla fine contro le guerre, le ingiustizie e le devastazioni del Pianeta.

L’attivazione in senso politico dell’etica nel giovane Lukács si sviluppa parallelamente ai grandiosi eventi storici che sconvolgono l’Europa e il mondo intero: la Rivoluzione d’ottobre, interpretata in chiave utopico-messianica.

Con viltà Trump, solo per acquisire un basso consenso, è giunto a strumentalizzare la morte somministrata per legge rimettendo in moto le esecuzioni capitali così scegliendo di intestarsi la natura criminale connaturata con quella legge efferata.

Lo stesso mare delle nostre vacanze è il cimitero di esseri umani che cercavano una vita migliore: l’abitudine a voltare lo sguardo è complicità.

Secondo Gramsci è indispensabile sviluppare una tattica specifica, prepararsi per una lunga “guerra di posizione” volta a conquistare le “casematte” della società civile, prima di poter affrontare l’avversario di classe in una “guerra di movimento” in campo aperto.

Invettiva contro “l’avidità danaromane” che ci sta sommergendo di lutti e di rovina.

Nella Prussia di Marx la componente più moderna e produttiva della società civile era ostacolata nel suo sviluppo e stentava a svolgere in contraddizione la sua opposizione allo Stato feudale, non essendo in grado di riconoscersi come classe e di unificare nel conflitto i propri interessi particolari nel fondamento di un nuovo modo di produzione.

La feccia umana e politica di chi attinge con il populismo ai bassi istinti di odio di un popolo disilluso e abbrutito.

Le concezioni neoidealiste che considerano già presente l’eguaglianza sono per Gramsci un derivato logico delle più scempie e razionali teorie democratiche, fondate sull’utopia, regressiva dopo lo sviluppo del materialismo storico, di una natura umana identica e senza sviluppo.

Il ruolo, nella crisi, del tipico personaggio politico opportunista e degli intellettuali che lo incensano. Un film già visto, purtroppo, molte volte.

Ogni questione determinata non può mai esser risolta ricorrendo a una citazione dei classici del marxismo, ma mediante lo studio concreto del problema nelle sue specificità e in rapporto con le esigenze pratiche dell’azione politica.

La centralità del conflitto capitale-lavoro va ribadita contro chi propone l’equivalenza delle contraddizioni sociali: da quelle di genere a quelle etniche, generazionali o religiose. Solo all’interno della prospettiva della lotta di classe assumono la giusta rilevanza anche tutti gli altri.

La miseria umana dell’utilitarismo piccoloborghese e dei disvalori che porta con sé.

In Lukács si fa strada la consapevolezza che l’etica, per poter incidere effettivamente sull’esistente, deve convertirsi in prassi reale sorretta da una teoria della trasformazione sociale, nella quale l’elemento dialettico di derivazione hegeliana diventa determinante.

Prive di una direzione consapevole, ovvero in mancanza del partito rivoluzionario che ne costituisce l’avanguardia organizzata, secondo Lenin le masse non sono in grado di andare al di là di lotte economiche, tradeunionistiche, volte ad alleviare la propria tragica condizione di sfruttamento.

Marx muove dal dualismo intrinseco allo statuto dei diritti umani, che ne lede l’universalismo, in quanto risultano sdoppiati – sin dalla prima Dichiarazione – in diritti de l’homme e du citoyen, riproducendo la scissione caratteristica dell’età moderna fra società civile e Stato.

Tanto le religioni che affermano l’eguaglianza degli uomini come figli di Dio o le filosofie che affermano la loro uguaglianza come partecipanti della facoltà di ragionare sono state espressioni di complessi movimenti rivoluzionari che hanno posto gli anelli più potenti dello sviluppo storico.

Rivendicazione delle radici laiche della civiltà occidentale.

La frase sovracitata di Marx si riferiva a Lafargue e ai “collettivisti”, a quel tempo tacciati col termine dispregiativo di “marxisti”, non certo al sistema teorico a cui Marx, insieme a Engels, diede il massimo contributo.

Finché il proletariato ha ancora bisogno dello Stato, non ne ha bisogno nell’interesse della libertà, ma nell’interesse dell’assoggettamento dei suoi avversari, e quando diventa possibile parlare di libertà, allora lo Stato come tale cessa di esistere.

L’Europa, un vascello senza più rotta, guidato da cinismo e incapacità.

La funzione utopica attribuita al romanzo consiste nel prefigurare – nello stesso momento in cui esso dà espressione alla negatività dell’esistente – un mondo nuovo, nell’anticipare idealmente il costituirsi di una realtà alternativa all’esistente.

All’opposizione fra la libertà formale e la libertà reale o concreta corrisponde la tensione fra i diritti libertà (diritti a fare, ad agire) e i diritti credito (diritti a ricevere, a godere). In questo dibattito culturale internazionale è facile riconoscere il conflitto fra liberalismo e socialismo.

A parere di Antonio Gramsci non si può identificare parlamentarismo e regime rappresentativo, dal momento che è possibile, anzi auspicabile, una diversa soluzione sia del parlamentarismo che del regime burocratico, con un nuovo tipo di regime rappresentativo.

Una poesia sulla miseria dell’attuale sistema di potere e di chi ci sguazza.

Le illusioni sul carattere democratico e privo di determinazioni di classe dello Stato borghese sono funzionali all’astratto ripudio del concetto di dittatura del proletariato in nome della difesa della democrazia parlamentare.

All’omogeneità e alla compiutezza del mondo greco, alla pienezza di senso, nel quale gli uomini si sentono a casa propria e nessun sentimento di estraneità turba il loro animo, è subentrata la produttività dello spirito e con essa la distruzione dell’essenza e l’inizio della scissione tra l’io e il mondo.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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