Alternanza scuola lavoro. Sfruttamento, ignoranza e sottomissione al profitto

Si chiama alternanza scuola-lavoro, ma significa incidenti, abusi, sfruttamento, sottrazione di tempo allo studio. I motivi per cui le organizzazioni sindacali dovrebbero occuparsi di questa nuova frontiera dello sfruttamento.


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Incidenti, abusi, sfruttamento: questo è quanto incontrano gli studenti e le studentesse nei luoghi di lavoro.

Il 13 ottobre gli studenti scendono in piazza contro l’Alternanza Scuola-Lavoro (ASL) fulcro della svendita dell’istruzione pubblica e della sua definitiva trasformazione nella scuola dei “padroni” dove i figli dei lavoratori devono essere “allenati” ad obbedire, ad adeguarsi alle necessità delle imprese (pubbliche o private che siano).

Il 27 ottobre sarà Sciopero Generale di tutti i lavoratori e lavoratrici, per il diritto al lavoro e alle libertà sindacali, contro le spese militari per il rifinanziamento dei servizi e sostegni pubblici.

Sicuramente le due date di sciopero generale rappresentano un problema ma senza rientrare nel merito delle ragioni di due indizioni distinte possiamo sicuramente asserire che la data del 27 Ottobre è legata a ragioni specificamente sindacali, non si fa da traino a cartelli e opzioni politiche come dimostrato dalla manifestazione di Eurostop il giorno successivo allo sciopero del 10 novembre.

Altro elemento di riflessione è rappresentato dal fatto che Usb e Confederazione Cobas non avevano pensato allo sciopero generale e la loro indizione è arrivata a fine settembre senza poi dimenticare che entrambe queste due organizzazioni sindacali sono firmatarie del Testo unico sulla rappresentanza che costituisce una via di non ritorno per la democrazia nei luoghi di lavoro e la stessa agibilità sindacale. Sulla strada intrapresa dal Testo unico si stanno muovendo le leggi in discussione nel Parlamento, prima tra tutte quelle che cancelleranno il diritto di sciopero.

Il 27 Ottobre rappresenta poi la continuazione del percorso avviato il 16 Giugno quando lo sciopero dei trasporti indette dalle sigle di base registrò adesioni massicce e decisamente superiori a scioperi nel settore di Cgil Cisl Uil. Ma torniamo alle ragioni della mobilitazione studentesca, il sostegno sindacale è particolarmente importante se pensiamo al crescente numero degli abbandoni scolastici e al crollo delle immatricolazioni all'università, dati incontrovertibili che confermano come le politiche di austerità abbiano attaccato duramente il diritto alla istruzione di ogni ordine e grado (ricordiamo che i nidi continuano ad essere servizi a domanda individuale, i costi a carico delle famiglie sono elevati e gli investimenti degli enti locali sempre più ridotti; ricordiamo che anche i finanziamenti per l'edilizia scolastica sono stati ridimensionati dopo lo smantellamento delle Province).

A due anni dalla obbligatorietà della ASL siamo ancora agli annunci della “Carta dei Diritti e dei Doveri degli studenti in alternanza”, che dovrebbe dare qualche regola e assicurazione agli studenti in alternanza. Nel frattempo il Ministero a livello nazionale ha stipulato 56 Protocolli d’Intesa con associazioni imprenditoriali e grandi imprese (da Federmeccanica, Confindustria, Enel fino a Mc Donald’s) oppure intermediari di manodopera come è l’Adecco (già ispiratrice della politica sul precariato ai tempi della Gelmini), ed Enti pubblici. Siamo in attesa di vedere all’opera la Cgil dopo “l’uso” degli studenti alle Feste del PD denunciato sulla stampa.

Ogni giorno arrivano notizie di abusi sui ragazzi, del vero o proprio sfruttamento che subiscono, prede facili per imprenditori che cosi finalmente si liberano di quelle 4 regole che sono rimaste sui contratti nazionali o dello Statuto dei Lavoratori o peggio della legge sulla Sicurezza. Quando va bene perdono “solo” il 10-20 % delle lezioni, senza contare le ore già tagliate a tutti gli istituti: e non si può fare l’esame di stato se non risultano fatte tutte le 400 ore di ASL! Una settimana fa uno studente è finito in ospedale con 40 giorni di prognosi schiacciato dal muletto che stava guidando. Si sta facendo strada l'economia della promessa, in futuro, con la legge sull'apprendistato, tra sgravi e finanziamenti alle imprese, anche il diploma di scuola secondaria sarà in subordine a forme di lavoro sottopagato nelle aziende.

Tutto il sistema della formazione professionale è stato lasciato negli anni in mano alla gestione di tipo privato con i fondi pubblici, per non parlare dell’Educazione agli Adulti o agli immigrati, la ricetta è la stessa: più tagli al personale, alle ore di lezione più fondi pubblici senza controllo, manutenzione delle scuole assente. Altro che piani Europei per “la formazione tutta la vita” stiamo diventando un popolo ignorante che al 70% non capisce cosa legge!

L’obiettivo oggi è costruire una forza lavoro non retribuita, 1,5 milioni di studenti! E' così che si materializza l'economia della promessa.

La Legge di Stabilità per il 2018, oltre a prevedere altri tagli alla spesa e un’elemosina per il nostro Contratto Nazionale, finanzia la formazione in azienda perché l’obiettivo è Industria 4.0, riorganizzare il ciclo produttivo a spese dei lavoratori. Jobs Act, formazione aziendale a spese della collettività, distruzione della scuola pubblica statale, aumento dell’età pensionabile, è cosi questi signori fanno crescere il PIL dello 0,001%, mentre si spendono 64 milioni di euro al giorno per le spese militari!

Sosteniamo allora lo sciopero e le rivendicazioni degli studenti del 13 ottobre e rilanciamo la partecipazione allo sciopero generale del 27 ottobre. Sciopero, una data da costruire insieme nelle piazze per la riconquista dei nostri diritti cosi che anche le nuove generazioni abbiano un futuro nel quale ci siano contratti nazionali, retribuzioni adeguate e condizioni di vita dignitose.


* Sindacato Generale di Base Pisa

21/10/2017 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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L'Autore

Federico Giusti e Lorenzo Tamberi

Sindacato Generale di Base Pisa

La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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