Presentazione del Centro studi “Domenico Losurdo”

Sabato scorso è stato presentato a Milano il neonato Centro studi “Domenico Losurdo”, con un convegno che ha affrontato l’attuale fase politica nazionale e internazionale in molteplici aspetti, delineando la necessità, perché si possa concretamente agire per il cambiamento, di un impegno formativo e culturale di tipo marxista che ponga solide basi teoriche come strumento di lotta.


Presentazione del Centro studi “Domenico Losurdo”

Si è tenuto lo scorso 16 settembre, presso la significativa sede della Casa della Cultura di Milano, un convegno di presentazione pubblica del Centro studi “Domenico Losurdo”, organismo di studio e formazione marxista nato di recente nell’ambito di un progetto che vuole dispiegare l’azione politica di cambiamento sul doppio binario di teoria e prassi, progetto portato avanti dalla convergenza di numerose organizzazioni comuniste.

Nella sua relazione introduttiva, Vladimiro Merlin, del consiglio direttivo del Centro studi, ha sottolineato come la “cassetta degli attrezzi” marxiana sia fondamentale per comprendere le contraddizioni del sistema capitalistico e dunque collocare la profonda crisi che viviamo (economica, sociale, climatica, bellica…) nella giusta luce. Da qui l’importanza della formazione di chi vuole agire incisivamente per l’abbattimento di questo sistema, l’importanza di unire le competenze e le intelligenze dei compagni di disparata provenienza dall’ormai polverizzato movimento comunista del nostro paese che è la ragione stessa della nascita di questo centro studi, intitolato non a caso alla prestigiosa figura del marxista Domenico Losurdo, storico della filosofia e militante politico.

L’intervento di Bruno Casati, dirigente del Centro Culturale “Concetto Marchesi” di Milano e aderente al Centro studi “Domenico Losurdo”, ha tracciato un parallelo calzante fra la necessità, nel dopoguerra, da parte del CLN, di recuperare la cultura dalle macerie in cui il fascismo l’aveva ridotta – si colloca qui proprio la nascita della Casa della Cultura, dove si abbracciarono mondo della cultura e mondo del lavoro –, e la necessità odierna di impedire lo smantellamento culturale in atto, dando vita a “sentinelle” come questo centro studi, che si auspica possano moltiplicarsi. Casati ha sottolineato in special modo l’importanza che nel lavoro formativo e di ricerca ci si occupi della questione della dicotomia pubblico-privato in economia, studiando a fondo la composizione delle classi sociali per poter capire cosa significhi realmente oggi la contraddizione capitale-lavoro e dunque il conflitto di classe, pena l’assenza di una vera progettualità nelle battaglie politiche.

In collegamento web il convegno ha ospitato la relazione del magistrato Domenico Gallo, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione, anch’esso aderente al Centro studi “Domenico Losurdo”, che si è concentrata sugli attuali equilibri mondiali di guerra fredda non dichiarata. Nell’analizzare le ricadute belliche dell’imperialismo USA e del vassallaggio europeo, Gallo ha sottolineato come sia decaduto ovunque il principio di ripudio della guerra, nel linguaggio stesso della politica dove la “pace” non viene intesa come negoziato ma come “vittoria” di una parte, e ha espresso la necessità che le parole d’ordine contro la guerra siano recuperate proprio da ambiti quali questol centro studi.

Il sociologo Dario Leone, della presidenza del Centro studi “Domenico Losurdo”, ha sottolineato nel suo intervento il fatto di trovarsi nella fase più controrivoluzionaria della storia dell’Occidente, e che a fronte di ciò il movimento comunista italiano sia frammentato e debole, in una divisione fratricida impregnata di settarismo, dogmatismo e autoreferenzialità. Da qui la necessità di una ricomposizione, attraverso un centro studi che non nasce da un partito ma da centinaia di comunisti militanti in riviste, associazioni e comitati, accomunati dalla volontà di impegnarsi con serietà nella creazione di un intellettuale collettivo necessario a una prassi politica che possa incidere sull’esistente.

Il rapporto del sistema capitalista con il fascismo in tutte le sue forme è stato ben delineato dalla storica della resistenza Nunzia Augeri, anch’essa membro del Centro studi “Domenico Losurdo”, il cui ragionamento – arricchito di preziosi elementi storici legati alla resistenza, in particolare milanese – ha mirato a una visione unitaria di tutti i tipi di violenza e prevaricazione (di razza, di genere, di classe) catalogabili sotto la categoria di “fascismo”, una realtà tutt’altro che morta e anzi strutturalmente necessaria quando l’impero è in decadenza e deve ricorrere alle armi peggiori. L’intervento di Augeri si è concentrato sul revisionismo storico, di fatto in atto fin dalla fine “formale” del fascismo – a causa del mantenimento di alcune leggi di epoca fascista, della mancanza di un serio riconoscimento dei crimini fascisti che non fosse vuota retorica –, e sulla progressiva mistificazione dei fatti storici nella narrazione politica, penetrata attraverso i media nel senso comune, con un nuovo inquietante vocabolario fatto di concetti reazionari e violenti, di concezioni razziste e discriminatorie, di disumanizzazione. Augeri ha posto dunque il risveglio delle coscienze come uno dei principali compiti del Centro studi.

Alessandro Volponi. docente di Filosofia, studioso di questioni economiche e della presidenza del Centro studi “Domenico Losurdo” ha affrontato il tema dell’economia di guerra, dell’aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, dello spostamento di risorse verso la produzione militare e del predominio del dollaro, protrattosi anche dopo la sua inconvertibilità in quanto garantito dalla forza militare agita contro chiunque tenti di farne a meno (Iraq, Libia ecc.), del vassallaggio europeo nei confronti degli USA che sfocia nell’autolesionismo.

Nel suo intervento ad ampio spettro viene approfondita anche l’analisi del fascismo, che costituisce la “risposta abietta” alle crisi e interviene quando non siano sufficienti altri mezzi di contrasto. Le mille contraddizioni fra le dichiarazioni programmatiche (lotta ai "pescecani", voto alle donne, riduzione della giornata lavorativa, ripresa dello spirito risorgimentale ecc.) e le politiche effettive del fascismo (connubio con il grande capitale, eliminazione del diritto di voto anche agli uomini, intensificazione dello sfruttamento e patti lateranensi che rinnegano il Risorgimento) evidenziano che l’opportunismo fa parte del DNA del fascismo.

Un riferimento è stato fatto anche alla costituzione dell’IRI e dell’ENI che non costituì l’auspicabile intervento dello Stato nella regolazione dell’economia ma l’istituzione di una “economia mista di salvataggio” volta a socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

In materia di salari Volponi paragona la loro riduzione per decreto da parte del fascismo alla loro riduzione di fatto tramite l’inflazione da parte delle “democrazie” e al temine del suo intervento preannuncia che il Centro studi “Domenico Losurdo” intende affrontare tutti gli aspetti della crisi (climatica, culturale, economica ecc.) e dotarsi di una piattaforma programmatica.

Le conclusioni del convegno sono state espresse dal saggista Carlo Formenti, della presidenza del Centro studi “Domenico Losurdo”. Egli ha illustrato come l’imperialismo statunitense sia subentrato al colonialismo europeo con mezzi nuovi, siano essi finanziari o militari. Si è trattato di un colonialismo indiretto gestito attraverso il Fondo Monetario Internazionale e dell’uscita da qualunque regola di convivenza fra le nazioni. La guerra, per il capitalismo, è una necessità in quanto il dominio economico è garantito da quello politico e militare. È questa la ragione della guerra in Ucraina ed è per questo che l’intendimento degli USA è quello di dare corso alla terza guerra mondiale, di giungere allo scontro diretto con la Cina.

A proposito di questa nuova potenza asiatica ha analizzato le caratteristiche della sua economia mista, che non è un modello ma che ci insegna che il capitalismo di Stato non è un concetto schematico. Vi ricorse anche Lenin nel corso della Nuova Politica Economica (NEP). Quello che conta è chi ha il controllo politico dell’economia che in Cina è fermamente nelle mani del Partito Comunista.

Tornando anch’egli sulla questione del fascismo, ha sottolineato come la storia si ripeta solo in forme nuove. Il fascismo è già a Washington dove governa un’oligarchia di censo militarizzata: vengono comprati con cifre stratosferiche i posti nelle assemblee elettive, rimangono impuniti i poliziotti che picchiano e uccidono i neri, si fa marcire in galera Assange, colpevole di avere svelato al mondo i crimini di guerra degli USA. Siamo di fronte pertanto al paese guida del fascismo mondiale il quale infatti riemerge in forme nuove in molte realtà dell’Occidente.

Infine, Formenti ha discusso sulla difficoltà di parlare ai giovani, e sulla necessità di rompere la barriera che ci separa da loro attraverso un nuovo linguaggio in grado di suscitare speranza. La teoria diventa viva quando viene tradotta in parole di lotta.

Al convegno sono intervenuti anche Evgheni Utkin, già docente di Economia all’Università di Mosca, aderente al Centro studi “Domenico Losurdo”, e la viceconsole cubana Karla Caballero Delgado, che ha portato il saluto del consolato cubano di Milano auspicando una proficua collaborazione con il Centro studi.

22/09/2023 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.

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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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