Articoli filtrati per data: Maggio 2026
Tra interventi mirati, silenzi diplomatici e conflitti apparentemente scollegati, prende forma una nuova architettura dei rapporti internazionali fondata su interessi energetici, controllo delle aree strategiche e contenimento della Cina, mentre l’Europa appare sempre più marginale e priva di una propria autonomia politica.
Per quanto sia essenziale calibrare bene quello che si dice tenendo conto del contesto, storico, politico, dell’uditorio che hai di fronte, dei soggetti a cui intendi parlare, etc. ci sembra essenziale sottolineare la celebre notazione di Gramsci per la quale “la verità è sempre rivoluzionaria”. Del resto i rivoluzionari al contrario dei conservatori al potere dicono quello che pensano e dal momento che è qualcosa di rivoluzionario non possono soltanto esprimere la modalità con cui praticare l’obiettivo
Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Le complesse dinamiche e i presupposti necessari a comprendere il braccio di ferro politico militare che ha portato al rapimento del presidente Maduro e prolegomeni a un ragionamento collettivo per come sviluppare una opposizione più significativa alla dinamica alla quale porta lo sviluppo in senso imperialista del capitalismo in crisi.
Viene affrontata dal punto di vista della politica intenzionale il rapimento di Maduro e la decapitazione del governo venezuelano. La debolezza della Cina nella sua proiezione economica nell’emisfero occidentale a sud degli Stati Uniti.
L’imperialismo in crisi tenta di assestare colpi mortali ai processi di emancipazione in corso nelle aree del mondo percepite come il proprio “cortile di casa”: il Sahel per l’imperialismo francese, l’America Latina per quello a stelle e strisce. Dovere dei rivoluzionari è difendere, con le unghie e con i denti, le conquiste rivoluzionarie dei popoli oppressi.
Tra proteste di massa e accuse di corruzione, il governo di Rosen Željazkov è caduto alla vigilia dell’ingresso della Bulgaria nell’euro, avvenuto il 1º gennaio. La frattura tra integrazione europea e sovranità sociale riporta in primo piano le posizioni della sinistra radicale.
Mentre si accusa di terrorismo chi cerca di aiutare la popolazione civile di Gaza sotto genocidio, in quanto governata da Hamas, si considerano i propri migliori alleati dei Paesi che portano avanti costantemente pratiche terroristiche nei confronti di cittadini di altri Paesi.
La scia di sangue che accompagna le vicende italiane dal fatidico e miliare 1969 porta l’impronta militante del gregariato neo-fascista, storicamente disponibile a fungere da cane da guardia del privilegio, in una gamma caleidoscopica e patologica di figure di rilievo connesse e funzionali agli equilibri di sistema, così come di comparse incolori e fugaci, dedite alla manovalanza del terrore. Tutte comunque organiche ai progetti di stravolgimento dell’ordine democratico e portatrici di una feroce carica di violenza eversiva.
Nelle regionali anticipate del 21 dicembre in Extremadura, il Partido Popular vince senza maggioranza, mentre Vox rafforza il proprio ruolo di ago della bilancia. Da notare l’exploit di Unidas por Extremadura, che raggiunge un risultato senza precedenti per la sinistra alternativa.
L’articolo discute il futuro di una alleanza geopolitica e militare della Russia con l’Europa occidentale che creerebbe una potenza di tali proporzioni da surclassare tutte le altre alleanze passate e odierne.
Guerra ibrida, leva obbligatoria, riarmo e riduzione della spesa sociale, propaganda di guerra e profitti clamorosi per l’industria delle armi. I nostri sedicenti leaders ci accompagnano nel 2026 con questa incoraggiante prospettiva, mentre oltreoceano si dedicano al saccheggio del petrolio venezuelano.
L'Umanesimo e il Rinascimento rappresentano una "rivoluzione culturale lenta" che ha preparato l'emergere della società borghese moderna, caratterizzata da una riscoperta dell'antichità classica, dallo sviluppo di nuove scienze e da una nuova concezione dell'uomo come "artefice di se stesso".
La crisi di sovrapproduzione porta chi vuole far sopravvivere il capitalismo alla guerra imperialista e al cesarismo regressivo. Gli anticorpi nella capacità di mobilitazione spontanea delle masse non paiono mancare. Occorre, dunque, sviluppare la capacità di dare a tali segnali di insofferenza dal basso una direzione consapevole.
Il 22 novembre dopo una no-stop di 4 giorni si è arrivati ad un’ipotesi di accordo del nuovo contratto dei metalmeccanici, approvata il 16 dicembre dai delegati. Iniziano le consultazioni tra i lavoratori che finiranno con un Referendum.
Tra avanzate russe, trattative opache e scambi territoriali, la diplomazia di Trump si intreccia al riarmo globale, mentre l’Europa rischia di pagare il prezzo più alto tra Ucraina, Medio Oriente e Indo-Pacifico.
In questo video di fine anno del canale La Città Futura ripercorriamo un’analisi approfondita degli avvenimenti politici e sociali che hanno segnato il panorama internazionale e italiano. La crisi strutturale del capitalismo globale, sempre più segnata dalla sovrapproduzione, dalla guerra imperialista e da derive autoritarie.
Il trionfo di José Antonio Kast al ballottaggio del 14 dicembre, con oltre il 58% dei voti, segna il ritorno del pinochettismo al governo cileno. Un esito che preoccupa le forze progressiste di tutta l’America Latina e impone una riflessione strategica profonda.