Articoli filtrati per data: Maggio 2026
Osservatorio sul mondo che cambia: analisi della guerra in Iran e il rischio di un conflitto globale
L’offensiva aerea di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la risposta con missili e droni e la tensione nello Stretto di Hormuz aprono uno scenario di escalation che coinvolge Israele, le monarchie del Golfo e le basi occidentali nella regione, con ripercussioni strategiche ed energetiche globali.
Unilateralmente e con i modi tipici del gangster gli USA chiudono completamente i rubinetti a Cuba, creando i presupposti per un suo collasso economico e sociale avendo essa la colpa di proporre una prospettiva socialista a pochi passi dal centro dell’impero finanziario.
Nonostante la Corte Suprema degli Stati Uniti abbia bocciato l’aumento delle tariffe sui dazi, Donald Trump continua a introdurre nuove misure tariffarie. Quali sono dunque le prospettive delle relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e il resto del mondo?
Il testo analizza perché la Cina, spesso percepita come potenza anti-imperialista e potenziale alleata strategica dell’Iran, sia in realtà profondamente interessata alla stabilità dell’ordine energetico esistente nel Golfo Persico. Le politiche di Pechino mostrano infatti una chiara priorità: proteggere le proprie catene di approvvigionamento energetico e gli investimenti nelle monarchie arabe del Golfo, evitando qualsiasi intervento militare a favore di Teheran che potrebbe compromettere questi interessi vitali.
La situazione militare nel Golfo Persico è caratterizzata da una apparente supremazia navale statunitense, di contro alla capacità di interdizione asimmetrica mantenuta dall’Iran attraverso la sua flotta subacquea classe Kilo. In questo articolo vengono analizzate le caratteristiche tecniche di questi sottomarini, il loro ruolo nella strategia iraniana di difesa a mosaico (A2/AD) e le possibili implicazioni operative in uno scenario di confronto con una portaerei statunitense nello Stretto di Hormuz.
L’attacco militare di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, la retorica del “regime change”, le contraddizioni della situazione politica iraniana e le conseguenze militari ed economiche del conflitto. La subalternità del Governo Meloni rispetto agli alleati occidentali.
Mentre apre le basi britanniche agli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran, Keir Starmer accelera la subalternità di Londra a Washington. Intanto il Labour crolla nei territori popolari: a Gorton and Denton precipita al terzo posto, travolto da una crisi politica profonda.
Questa è l'epoca in cui le carte si mostrano per quello che sono e cioè fotografie dei rapporti di forza storicamente determinati. Cambiano i tempi e le carte non valgono più, così tutto il diritto internazionale si scioglie come neve al sole.
Un film che offre una critica radicale destinata a far parlare di sé. Ma propone realmente una radicalità educativa o siamo anche di fronte ad alcuni equivoci?
A San Benedetto del Tronto, per le dimissioni di 15 consiglieri su 25, in primavera si svolgeranno le elezioni amministrative: un quadro delle tensioni politiche e alcune delle problematiche non ancora risolte.
Dopo 117 giorni di trattative, nei Paesi Bassi si è insediato il governo di minoranza guidato da Rob Jetten (D66). L’estrema destra arretra rispetto al 2023, ma la nuova formula centrista resta fragile e contestata da sinistra su welfare, pensioni, spesa militare e NATO.
Viene descritta la prima guerra del golfo e della distruzione di un paese vittima di una dittatura e della violenza anglo-americana che si accanì sui civili Curdi.
Dallo stallo operativo in Ucraina, tra consolidamento russo e nodo strategico di Zaporizhzhia, alla pressione navale statunitense nel Mediterraneo in funzione anti-iraniana, fino alle tensioni tra Afghanistan e Pakistan: l’analisi ricostruisce un unico arco di crisi che dall’Europa orientale al Golfo Persico ridefinisce equilibri militari, alleanze e margini di escalation tra le grandi potenze.
La logica del rapporto servo-padrone, tratto caratteristico delle società classiste, fino a ora largamente dominanti nel mondo storico, vive una crisi strutturale di così ampia portata, al punto che, per prevenire una sempre più plausibile rinascita di una credibile alternativa socialista, suscita dei mostri fascisti, che è sempre meno capace di controllare.
Mentre Washington intensifica la pressione militare su Teheran e valuta nuovi scenari di escalation, sul fronte orientale la guerra in Ucraina entra in una fase di logoramento sempre più segnata dalla crisi energetica e dalle difficoltà strutturali di Kiev. L’analisi mette in luce i rischi di un allargamento delle tensioni globali e gli equilibri sempre più instabili tra le grandi potenze.
E' stato soppresso il servizio alle guide degli scavi archeologici, penalizzando i visitatori con servizi a costi più alti oppure, forse, per un rilancio delle audioguide, con il rischio di una fruizione passiva senza possibilità di domande.
Nel Bangladesh uscito dal rovesciamento di Sheikh Hasina, le elezioni del 12 febbraio e il referendum sulla “July Charter” sono stati celebrati come ritorno alla democrazia. Ma l’esito è paradossale: la Lega Awami è fuori legge e a governare torna la destra nazionalista, tra nuove tensioni sociali e spinte esterne.
Si delineano i vari punti controversi sulla crisi iraniano-statunitense e sulle rischiose possibilità di una guerra da cui nessuno uscirebbe vincitore.
Il crollo dell’Impero Romano sarebbe avvenuto nel III secolo se Diocleziano non fosse stato acclamato Imperatore dai suoi soldati. Nella Recensione del libro di Umberto Roberto si delinea il suo regno, la Tetrarchia e la sua abdicazione.