Esteri
Nel Bangladesh uscito dal rovesciamento di Sheikh Hasina, le elezioni del 12 febbraio e il referendum sulla “July Charter” sono stati celebrati come ritorno alla democrazia. Ma l’esito è paradossale: la Lega Awami è fuori legge e a governare torna la destra nazionalista, tra nuove tensioni sociali e spinte esterne.
Si delineano i vari punti controversi sulla crisi iraniano-statunitense e sulle rischiose possibilità di una guerra da cui nessuno uscirebbe vincitore.
Il secondo turno ha sbarrato la strada presidenziale all’estrema destra, ma non ne ha cancellato radicamento sociale e consenso. Per il Partito Comunista, la sfida decisiva resta rompere con le politiche liberiste che alimentano precarietà, paura e regressione democratica.
Con l’arrivo della portaerei USS Gerald R. Ford nel Golfo Persico si riaccende la pressione su Teheran: tra minacce militari, ipotesi di frammentazione interna e guerra psicologica, l’analisi intreccia il fronte iraniano con lo stallo ucraino e la strategia globale degli Stati Uniti guidati da Donald Trump.
L'articolo analizza l'apparente paradosso dello stop terrestre russo, definendolo una "Strategia del Collasso Sistemico": Mosca ha deliberatamente congelato l'avanzata per rigenerare le forze dopo gli sforzi di dicembre, spostando tutta la pressione sui bombardamenti energetici. Questa scelta mira a distruggere la logistica e il C4ISTAR ucraino, paralizzando le capacità di manovra e rifornimento del nemico senza esporre le proprie truppe al rischio.
Dal 6 all’8 gennaio 2026, a Vientiane, il XII Congresso del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao ha definito la nuova leadership e una strategia di lungo periodo fino al 2055, consolidando il percorso socialista del Paese e la speciale amicizia con il Việt Nam.
Il primo turno delle presidenziali portoghesi ha consegnato al ballottaggio dell’8 febbraio una sfida densa di implicazioni: António José Seguro contro André Ventura. Per il PCP si impone una scelta netta contro la deriva reazionaria, pur senza alimentare illusioni sul PS, e rilanciando la lotta sociale.
Al grido di “Groenlandia indipendente” si sono svolte le manifestazioni contro Trump che vuole che la Groenlandia diventi il 51esimo Stato degli USA ma quale sarà la risposta dell’Unione Europea oltre all’invio di 100 soldati di 8 paesi?
Russia, Cina e il prezzo reale della forza nel mondo multipolare
L’articolo tratta del recente attacco informatico contro la rete iraniana per favorire la rivolta dei dissidenti guidati da Cia e Mossad, come è avvenuto, come è stato fermato e come l’Iran seguendo i consigli russi e i propri ingegneri è riuscita a mantenere la sicurezza delle comunicazioni digitali messa in pericolo dagli attacchi occidentali.
Nel gennaio 2026, il XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV) inaugura un nuovo ciclo politico nel segno della crescita, della modernizzazione e della coesione sociale. Ma il Congresso proietta anche un messaggio esterno: il Vietnam intende essere un attore di pace, coerente con la Carta ONU e con il sostegno storico alla Palestina.
Tra diplomazia informale, accordi opachi e uso selettivo della forza, il Forum di Davos emerge come luogo decisionale centrale, mentre l’Europa arretra, la NATO si piega agli interessi statunitensi e il diritto internazionale viene progressivamente svuotato.
Si discute della potenza militare americana che apparentemente si presenta come illimitata. Nella realtà questa potenza che appare illimitata è autoridotta da limiti industriali e produttivi di quella che è ancora una superpotenza, ma deve fare i conti con le problematiche di una riduzione della produzione.
Nel pieno delle nuove mobilitazioni popolari in Iran e dopo la duplice aggressione di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e contro il Venezuela, il Partito Tudeh riafferma una linea netta: sostegno alla lotta delle masse contro il regime interno, rifiuto totale di ogni intervento imperialista e solidarietà internazionalista con i popoli aggrediti, da Teheran a Caracas.
Con il rapimento di Nicolas Maduro, Presidente del Venezuela, gli Stati Uniti d’America hanno stracciato il Diritto Internazionale. Superare questa fase non sarà facile. Sono oltre 100 i morti per questa operazione ordinata da Trump.
Riportiamo la traduzione di un comunicato del partito del Tudeh in relazione ai recenti sviluppi della crisi iraniana.
Dalle mire statunitensi sulla Groenlandia alla fragilità politica della NATO, dalla carenza di arsenali occidentali all’improbabilità di un attacco all’Iran, l’analisi mette a nudo i limiti strategici dell’Occidente, il ruolo subalterno dell’Europa e le trattative riservate che ridisegnano gli equilibri globali.
Viene esposto il modo in cui la Cia e il Mossad sfruttando la debolezza intrinseca e soggettiva del sistema del governo degli Ayatollah sono riusciti a devastare il sistema di pagamenti della pubblica amministrazione distruggendo il valore delle criptovalute. manipolando Il valore del Bitcoin è Stablecoin iranici fino ad azzerarlo.
Le presidenziali del 18 gennaio si svolgono in un contesto segnato dal carovita, dalla crisi della sanità e da un’offensiva padronale sui diritti del lavoro. Il PCP, che sostiene António Filipe, avverte: senza unità popolare e una piattaforma sociale chiara, il rischio è consegnare il paese alla destra.
Nel contesto globale attuale il Venezuela è oggetto di continue aggressioni politiche, economiche e militari che si inseriscono in una più ampia guerra per il controllo delle risorse e nella violazione sistematica del diritto internazionale e della sovranità degli Stati.
Tra interventi mirati, silenzi diplomatici e conflitti apparentemente scollegati, prende forma una nuova architettura dei rapporti internazionali fondata su interessi energetici, controllo delle aree strategiche e contenimento della Cina, mentre l’Europa appare sempre più marginale e priva di una propria autonomia politica.
Il bombardamento statunitense e il sequestro del Presidente Nicolás Maduro segnano un salto di qualità nella strategia di “massima pressione” contro la Rivoluzione Bolivariana. Al centro della risposta istituzionale emerge Delcy Rodríguez, bersaglio di una guerra psicologica mirata a dividere il PSUV.
Tra proteste di massa e accuse di corruzione, il governo di Rosen Željazkov è caduto alla vigilia dell’ingresso della Bulgaria nell’euro, avvenuto il 1º gennaio. La frattura tra integrazione europea e sovranità sociale riporta in primo piano le posizioni della sinistra radicale.
Nelle regionali anticipate del 21 dicembre in Extremadura, il Partido Popular vince senza maggioranza, mentre Vox rafforza il proprio ruolo di ago della bilancia. Da notare l’exploit di Unidas por Extremadura, che raggiunge un risultato senza precedenti per la sinistra alternativa.
La crisi di sovrapproduzione porta chi vuole far sopravvivere il capitalismo alla guerra imperialista e al cesarismo regressivo. Gli anticorpi nella capacità di mobilitazione spontanea delle masse non paiono mancare. Occorre, dunque, sviluppare la capacità di dare a tali segnali di insofferenza dal basso una direzione consapevole.
Tra avanzate russe, trattative opache e scambi territoriali, la diplomazia di Trump si intreccia al riarmo globale, mentre l’Europa rischia di pagare il prezzo più alto tra Ucraina, Medio Oriente e Indo-Pacifico.
Il trionfo di José Antonio Kast al ballottaggio del 14 dicembre, con oltre il 58% dei voti, segna il ritorno del pinochettismo al governo cileno. Un esito che preoccupa le forze progressiste di tutta l’America Latina e impone una riflessione strategica profonda.
A poche ore dal ballottaggio del 14 dicembre, il Cile è chiamato a scegliere tra il progetto sociale e democratico della comunista Jeannette Jara e l’ultradestra di José Antonio Kast, che minaccia i diritti con un possibile ritorno della dittatura.
Tra disimpegno dall’Ucraina, strategia della divisione e alleanze selettive, Washington punta a un’Europa frammentata, armata e subordinata, mentre il baricentro dello scontro globale si sposta verso l’Asia e sud-America.
Nel panorama politico sloveno, Levica rappresenta oggi la forza che coniuga la difesa dei diritti civili con un progetto di democrazia economica fondata sulla partecipazione dei lavoratori e una politica estera apertamente critica verso la NATO e l’Israele di Netanyahu, in rottura con i dogmi dell’euro-atlantismo dominante.
