Esteri

Quali sono i volti della democrazia? Come funzionano le democrazie popolari e consultive?

La visita del presidente ugandese Yoweri Museveni è stato solamente l’evento più recente delle storiche relazioni che il Vietnam intrattiene con molti Paesi africani.

Nata nel 1989, l’APEC rappresenta oramai un importante attore economico mondiale, comprendendo un importante numero di Paesi industrializzati e di Paesi emergenti con elevati tassi di crescita.

Con un imponente armamentario di luoghi comuni, di cliché, pregiudizi, frasi fatte e metafore i media sono in grado di controllare le griglie concettuali entro cui l’opinione pubblica colloca le informazioni di cui viene in possesso, manipolando il senso comune.

Riflessioni elaborate in America Latina dai governi progressisti che vanno nella direzione del superamento del sistema capitalistico.

Le visite del cancelliere tedesco Olaf Scholz in Cina e Vietnam potrebbero rappresentare l’inizio di un importante riorientamento della politica estera tedesca, dopo le tensioni che si sono sviluppate tra Berlino e Washington.

Gli eventi degli ultimi tempi hanno dimostrato che, stanti le attuali relazioni internazionali, l’Onu non ha nessuna possibilità di risolvere i numerosi problemi dell’umanità.

Lo scorso 3 novembre, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha condannato il blocco economico contro Cuba per il trentesimo anno consecutivo.

Purtroppo il conflitto nel cuore dell’Europa continua a intensificarsi, lasciando spazio a poche speranze di pace.

Giovandoci dell’incontro con il grande intellettuale e dirigente sociale e politico brasiliano Stedile, riflettiamo sulle recenti elezioni in Brasile e, più in generale, sui compiti e i limiti della sinistra nell’individuare soluzioni praticabile dinanzi a una crisi strutturale del modo di produzione capitalistico, alla quale le classi dominanti borghesi rispondono con l’assalto alle risorse naturali e la diffusione delle politiche economiche di guerra su scala internazionale.

La visita in Cina del segretario generale del Partito Comunista del Vietnam Nguyễn Phú Trọng e il suo incontro con il leader cinese Xi Jinping hanno aperto una nuova fase delle relazioni bilaterali tra i due principali Paesi socialisti del pianeta.

Una grandissima lezione di scienza politica da un eccezionale protagonista del conflitto sociale a livello internazionale: Stedile leader del movimento dei lavoratori agricoli senza terra ci spiega, a partire da un’attenta analisi dello scontro politico importantissimo che si combatte nel suo paese, come l’umanità sia sempre più davanti a un bivio, in quanto il capitalismo in una crisi strutturale e privo di vie di uscita rischia di condurre il genere umano all’estinzione, fra devastazione dell’ambiente e guerre sempre più distruttive, nel vano tentativo di rilanciare l’accumulazione capitalista.

Lo scorso 20 ottobre il Vietnam ha festeggiato la Giornata della Donna, istituita per celebrare il ruolo della donna nella società e nella famiglia.

Dal 16 al 22 ottobre ha avuto luogo il 20º Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, un’occasione per ribadire i legami esistenti tra Cina e Vietnam.

Riproponiamo la traduzione di un testo a cura di Global Times pubblicato il 12 ottobre 2022, a nostro parere significativo sul modo in cui la Repubblica Popolare Cinese concepisce il proprio sviluppo economico 

In vista del ballottaggio del 30 ottobre, il presidente brasiliano uscente cerca di comprare l’elettorato a lui storicamente più ostile: quelle delle donne, nere, povere

Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha tenuto una visita ufficiale in Vietnam tra il 28 settembre e il 2 ottobre, durante la quale ha incontrato tutti i leader della Repubblica Socialista e del Partito Comunista del paese asiatico.

Molto si parla dell’eradicazione della povertà estrema in Cina, ma come è stato concretamente possibile?

Proponiamo, per la sua attualità, l’articolo di John Pilger pubblicato il 13 maggio 2014. Il ruolo di Washington in Ucraina, e il suo sostegno al regime neonazista, ha enormi implicazioni per il resto del mondo.

Apprendiamo che l’Unione Europea nella politica internazionale usa il doppio standard e, nonostante i retorici richiami ai diritti universali, non se ne vergogna.

Lo scorso 20 settembre, il Vietnam ha celebrato i 45 anni dall’ingresso del Paese riunificato nelle Nazioni Unite. Un’occasione per ribadire l’impegno della Repubblica Socialista verso il multilateralismo ed il rispetto del diritto internazionale.

In occasione del Forum Economico di Vladivostok, il primo ministro vietnamita ha inviato un messaggio con il quale ha confermato che il suo Paese vede nella Russia uno dei massimi partner economici e rifiuta le sanzioni imposte dai Paesi occidentali nei confronti di Mosca.

Dopo quasi tre anni di lotte, due elezioni vinte e tantissime speranze, il sogno di una Nuova Costituzione in Cile si infrange all’ultimo scoglio: il referendum di conferma, vinto dal No con il 62% dei voti. Un’analisi – con molti dubbi e poche certezze – delle possibili (e impossibili) cause della sconfitta e delle prospettive per il futuro.

Il 2 settembre, il Vietnam ha ricordato il settantasettesimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza effettuata da Hồ Chí Minh nel 1945. Nella stessa occasione, il Paese ha celebrato la sua amicizia con lo Stato di Palestina.

Al centro dell’importante accordo diplomatico tra i due Paesi dell’America Latina, sostanzialmente ignorato dai media internazionali, la questione sull’impresa Monomeros, la riapertura delle frontiere e i problemi connessi con la questione della guerriglia.

Lo scorso 19 agosto è mancata Raymonde Dien, militante comunista francese, divenuta nota in Vietnam per una protesta a favore dell’indipendenza dell’Indocina.

In Cile, l’insopprimibile reviviscenza di quella volontà popolare si coniuga oggi colla rivolta sociale esplosa nel novembre 2019 e durata a lungo nonostante la feroce repressione di Pinera e dei suoi carabineros, col plurisecolare movimento di ribellione e identità indigena e colle lotte delle donne per la loro liberazione dal sistema patriarcale e machista e quella per la tutela di un ambiente devastato per decenni dalle multinazionali.

La visita del ministro degli Esteri kazako, Mukhtar Tileuberdi, in Vietnam ha rappresentato l’occasione per rinnovare la tradizionale amicizia che lega i due Paesi sin dai tempi dell’Unione Sovietica.

Dopo l’attacco ai germogli di rivoluzione sbocciati 20 anni fa in America Latina a seguito dell’affermazione di Hugo Chavez in Venezuela, si assiste a una seconda ondata progressista. Ma sussistono differenze importanti fra le due ondate e differenziazioni strategiche fra le esperienze rivoluzionarie di Venezuela e Cuba e l’approccio moderato di altre forze progressiste, come quella del Pt di Lula in Brasile.

In cinquant’anni di relazioni diplomatiche ufficiali, India e Vietnam hanno stabilito un legame molto stretto, suggellato in questi giorni dallo svolgimento del Festival “Namaste Vietnam”.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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