Esteri

Il ritiro delle truppe imperialiste dall’Afghanistan, i trent’anni dalla dissoluzione della Federazione socialista di Jugoslavia, la morte di Rumsfeld – fra i maggiori responsabili della tragica situazione che ha travolto negli ultimi quarant’anni l’Iraq – la lotta per la liberazione di Assange (quale lotta per la libertà di stampa) ci hanno spinto a ricostruire i lineamenti fondamentali e a tirare un primo bilancio dell’aggressione dell’imperialismo ai paesi del terzo mondo, dopo la dissoluzione del secondo mondo (socialista).

Il governo ha posto l’obiettivo di riportare la situazione sotto controllo entro la fine del mese a livello nazionale, ed entro il 15 settembre per quanto riguarda Hồ Chí Minh City.

Ora i talebani non sono certamente per sé, ossia coscientemente una forza antimperialista, quanto piuttosto una formazione decisamente reazionaria, ma lo sono stati in sé, ovvero al di là della loro consapevolezza, in quanto hanno di fatto egemonizzato la lunga lotta popolare per l’emancipazione nazionale degli afghani.

: Il sud del del paese sta subendo fortemente l’impatto della quarta ondata di Covid-19, mentre le province del nord fanno segnare una ripresa incoraggiante. Il governo  ha deciso di sacrificare la crescita economica per combattere l’epidemia, ma studia una strategia integrata a base di vaccini e farmaci per superarla.

Intervista a Claudia Morgade, responsabile Affari Politici Ambasciata di Cuba in Italia.

Mentre Kamala Harris si trovava in visita in Vietnam, assicurando la donazione di un milione di vaccini, la Cina ha consegnato due milioni di dosi, a conferma della sfida che le due superpotenze stanno combattendo per l’influenza sui Paesi del sud-est asiatico.

L'intrigo dell'Afghanistan, che ora vede il ritorno al potere dei talebani, è popolato di soggetti politici e statuali dediti al doppio gioco: dalle potenze occidentali, all'Isis, alla Turchia, passando per il Pakistan, mentre sullo sfondo si muovono Russia e Cina.

Gli Usa, da sempre incapaci di battersi sul terreno, abbandonano l’Afghanistan ai talebani. Che ne sarà?

Il nuovo anno scolastico vietnamita sta per avere inizio nel momento peggiore dal punto di vista sanitario. Il governo è pronto a dare grande libertà d’azione alle province e a rivedere i propri piani in base agli sviluppi futuri.

La visita del presidente vietnamita Nguyễn Xuân Phúc ha segnato un nuovo capitolo nella grande amicizia che unisce i due Paesi socialisti del sud-est asiatico, ricambiando il viaggio che Thongloun Sisoulit aveva intrapreso in Vietnam.

Non sembra che i vari governi sempre più delegittimati stiano affrontando razionalmente la crisi pandemica né ci preparano a scongiurare quelle future.

Il segretario alla Difesa statunitense sta intraprendendo un viaggio in questa regione proprio nel momento in cui sta aumentando l’incidenza della pandemia a causa del diffondersi della variante Delta, cercando di aumentare il peso specifico degli Stati uniti attraverso la concessione di dosi di vaccino.

La Rivoluzione Cubana è, per l’ennesima volta della sua storia, sotto l’attacco dei falchi imperialisti. Ma il popolo cubano saprà reagire nuovamente, come ha sempre fatto dal 1959 a oggi, dimostrando sempre la volontà di continuare il processo rivoluzionario.

La megalopoli meridionale è diventata l’area più colpita del Vietnam, ma i numeri dimostrano che anche in questo momento di difficoltà le autorità e la popolazione stanno rispondendo in maniera adeguata, tramite tracciamento e quarantene, che rendono molto più basso che altrove il rischio di un sovraccarico del sistema ospedaliero.

La visita del presidente laotiano in Vietnam ha rinnovato la tradizione degli stretti legami che intercorrono tra i due paesi socialisti del Sudest asiatico, che vanno dalla cooperazione in ambito economico a quella per combattere la pandemia da Covid-19, fino al supporto alle reciproche strategie di politica internazionale.

In Occidente si è solo intuito della novità di quest’uomo, tanto da riconoscergli il premio Nobel. Ma chi osserva conoscendo un poco le dinamiche etiopi, Abiy Ahmed si è dimostrato politicamente eccezionale. Soprattutto per la rapidità e precisione delle mosse che se non fossero state come sono state, semplicemente Abiy sarebbe stato ucciso e ci sarebbe stata una situazione di confusione e conflitto molto peggiore di quella attuale.

Centinaia di manifestazioni hanno percorso sabato scorso il Brasile per denunciare il disastro della campagna vaccinale in corso ed esigere un cambio di rotta, a partire da una campagna di vaccinazione di massa.

Il governo vietnamita si sta impegnando su molteplici fronti per raggiungere la copertura vaccinale di una popolazione di 98 milioni di persone, cercando di unire l’aspetto dell’acquisizione di vaccini tramite la cooperazione internazionale con quello di creare un proprio vaccino, per raggiungere l’immunità entro la fine dell’anno.

Una ricostruzione storica dei conflitti etnici in Etiopia ed Eritrea di cui I media occidentali capovolgono le responsabilità, fra cui quelle del colonialismo italiano e dell’imperialismo americano.

Se le masse popolari peruviane si mobiliteranno per difendere la vittoria elettorale e spingere il nuovo governo a rispettare le proposte elettorali più radicali, potremmo assistere a un essenziale rilancio del socialismo del ventunesimo secolo, in caso contrario, un nuovo tradimento delle forze del cambiamento, condannerebbe il paese a nuovi lunghi anni di dominio neoliberista.

I risultati delle elezioni di fine maggio scorso hanno visto un aumento della rappresentanza popolare e delle minoranze etniche, dimostrando la genuinità del processo socialista vietnamita.

Erdogan utilizza l’ideologia neo-ottomana e il panturanismo per espandersi a spese di Siria, Iraq e dei curdi. Alla lunga Ankara può costituire una minaccia anche per la Russia e la Cina.

Le relazioni bilaterali tra Vietnam e Cina si stanno focalizzando su due argomenti: la lotta congiunta contro il Covid-19 e la risoluzione delle dispute territoriali, superando i vecchi antagonismi, definendo una strategia di cooperazione invece che di contrasto.

La vittoria dei cosiddetti indipendenti in Cile pone delle questioni: chi sono e come si muoveranno?

Lo scorso sabato (il 29 maggio) decine di manifestazioni hanno attraversato il Brasile, per protestare contro la gestione della pandemia da parte del governo brasiliano, che ha prodotto finora oltre 470mila morti e decine di milioni di contagiati.

A causa della quarta ondata della pandemia e della scoperta di una nuova variante del virus in Vietnam, molte province e città hanno dato il via a una seconda campagna di distanziamento sociale, per evitare il diffondersi del contagio su scala nazionale ed evitare misure più drastiche.

La Palestina scomparsa: l’occupazione dei territori e l’esproprio coloniale trasformata in una guerra Israele-Hamas; la “comunità internazionale” e le responsabilità nella crescita del fondamentalismo religioso; dai “due popoli, due Stati” allo Stato unico (modello Sudafrica).

Il 23 maggio, i cittadini vietnamiti sono stati chiamati alle urne per rinnovare la composizione dell’Assemblea Nazionale, in un numero di membri pari a 500, aumentato di recente proprio per aumentare la democraticità delle elezioni.

Spostare il livello dello scontro sul piano militare, dove nulla possono i palestinesi dinanzi allo strapotere degli occupanti sionisti, è il modo migliore per mettere ancora una volta da parte l’esplodere di una imponente lotta di massa, come era stata la prima intifada.

A 7 mesi dal trionfo del Apruebo, e dopo un anno e mezzo dallo scoppio della rivolta cilena, il paese compie un altro grande passo verso una Nuova Costituzione in Cile che cancelli la pesante eredità di Pinochet e dei Chicago Boys.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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