Interni

Vinto il referendum è indispensabile non deludere chi ha creduto nel “No sociale”
Ha vinto il No , ma nel paese degli inciuci e degli inganni accade il contrario con la nascita del Renzi bis
É necessario ripartire dalla vittoria elettorale per costruire un’opposizione duratura e alternativa alle destre populiste
Intervista a Giovanni Russo Spena sulle ragioni del No e sull’incostituzionalità della legge di riforma Renzi-Boschi
Quello che giornali, televisioni e mass media non hanno visto e che non vogliono far vedere
La vittoria del Sì ostacolerebbe la partecipazione democratica delle classi popolari
Nuove misure legislative per controllare sempre più la formazione dell’alta cultura
Un cambio di linea nei GC su Grecia, Europa e unità della sinistra?
Comunque vada, il 4 dicembre nella sinistra nulla sarà come prima.
La deforma costituzionale conclude la riorganizzazione dei rapporti centro-periferia finalizzata all’abbassamento salariale con la normalizzazione dei commissariamenti straordinari e di altre analoghe prassi
L’inutilità di un cambiamento che non fa nemmeno risparmiare
Votare NO alla deforma costituzionale non cancella i cambiamenti socio-economici che l’hanno determinata, né può costituire un alibi per giustificare lo scarso attivismo nei luoghi di lavoro e nelle piazze
Intervista a Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, sui punti centrali della legge Renzi-Boschi e sulle conseguenze nefaste nel Paese
Referendum del 4 dicembre, l’ennesimo calcio eversivo. Le ragioni del No e lo schiaffo alla riforma del Titolo V della Costituzione
Nella lettera di Felice Besostri all’ambasciatore Usa, appare immediatamente evidente come la struttura istituzionale verrà trasformata con un inaudito accentramento dei poteri in mano al governo.

Beata quella patria che non conosce tragedie. Nel Belpaese a detta del ‘buon’ Governo del caro Renzi vige la parola ‘ricostruzione’. La storia insegna ma non ha scolari. Vero. Di fronte all’ennesima tragedia si brancola continuamente nel buio

Pensieri sul libro di Graziella Priulla per l’educazione di genere, maschile e femminile, per l’educazione alle differenze, che, di fatto, non è ancora una consuetudine nelle scuole.
La doppia posizione dei grillini, ondivaghi per interesse, fra il Sì e il No
Il caso della donna di Catania morta di setticemia alla 19ma settimana di gravidanza evidenzia come, tra il diritto del medico a fare obiezione e il diritto del nascituro ad essere messo al mondo, l’unica che sembra non avere diritti è la donna.
L'irresponsabilità della procura torinese
Le ragioni dell'incostituzionalità della riforma alla festa della Costituzione a Roma
Nella buona scuola italiana sembra far follie il Piano Digitale del Ministero, ma non tutti sono convinti…
Antonio Gramsci nelle sue pagine considerava ineludibile il lavoro della scuola sul territorio…

Era dai tempi del contratto a “tutele crescenti” che non sentivamo il Governo Renzi ribaltare a tal punto la realtà.

È stato pubblicato il documento Linee Guida per la valutazione dei dirigenti scolastici.

Le origini, le cause e gli effetti della “deforma” costituzionale. Dal giurista Gianni Ferrara, pillole per il “No”
Il 7 Ottobre di nuovo in piazza gli studenti contro la Scuola dei padroni e dell’UE
Movimenti, attivisti e intellettuali come Amira Hass denunciano al convegno a Venezia “H2Occupation” le politiche israeliane di apartheid dell’acqua
Il dilemma tra “soggetto della sinistra” e Partito Comunista, tra riforma del sistema capitalistico e transizione al socialismo
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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