Fa una certa impressione la notizia della partnership militare tra la nuova stella dell’alta tecnologia militare della Germania, Helsing, e uno dei maggiori conglomerati digitali del Giappone, il Rakuten Group.

Per rilanciare con maggiore efficacia l’esigenza della transizione a una società socialista dovremmo cominciare a ragionare pacatamente sui motivi che hanno portato i pur generosissimi primi tentativi storici a un sostanziale mancato successo.

Venerdì, 28 Agosto 2026 17:57

L’attuale contesto internazionale

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Partendo dalla impossibilità di proseguire la guerra aperta contro l’Iran, analizziamo più in generale la crisi generale del sistema e lo svilupparsi di forze alternative di sinistra negli Usa. Al contrario la Cina subisce l’aggressività dell’imperialismo statunitense, ma ciò rafforza la sua capacità di egemonia a livello internazionale. La Russia è indebolita dalla guerra ma, al contempo, grazie a essa ha ricostruito una capacità politico-militare in grado di renderla di nuovo alternativa all’imperialismo occidentale.

Il piano di pace di Zelens’kyj è una proposta che, se fosse accettata dai russi, comporterebbe la fine di Putin non soltanto come leader politico, ma probabilmente anche come persona.

C’è un aspetto della riflessione di Antonio Gramsci sulla musica che può apparire sorprendentemente attuale: la sua capacità di pensare insieme ciò che è universale e ciò che è particolare, ciò che attraversa i confini e ciò che nasce dentro un territorio preciso. Non si tratta, per Gramsci, di scegliere tra cultura nazionale e cultura internazionale. Una forma artistica può diventare universale proprio perché riesce a tradursi in esperienze storiche e culturali differenti. È una prospettiva che può essere utile per guardare a una delle forme musicali più globali del nostro tempo: l’hip hop. E, in particolare, al rap italiano e a quello romano.

Per un bilancio storico di Palmiro Togliatti a 62 anni dalla morte.

Versione cartacea dell’introduzione al primo incontro del corso di filosofia: “Controstoria in una prospettiva marxista del secolo di ferro (1550-1650). Fra crisi e rivoluzioni: dalla rivoluzione scientifica alla Rivoluzione inglese” che si terrà, per l’Università popolare Antonio Gramsci, il 2 settembre alle ore 18,00 in videoconferenza su google meet https://meet.google.com/xsg-rmee-wjn e In differita sul canale youtube dell’Unigramsci Università Popolare Antonio Gramsci - YouTube

Dalla rimozione di Sulyok alla permanenza delle norme contro gli antifascisti, fino alla stretta sull’immigrazione, i primi cento giorni di Péter Magyar confermano che la sconfitta di Orbán ha cambiato l’allineamento internazionale dell’Ungheria molto più della natura della sua politica interna.

Senza una reale alternativa, a favore delle classi subalterne, la crisi strutturale del sistema non può che riprodurre una sedicente alternativa di estrema destra. Una alternativa reale e progressista, se non vuole ridursi all’ennesima rivoluzione passiva, deve prendere le mosse, innanzitutto, dal protagonismo dei subalterni. Occorre favorire un grande movimento spontaneo che veda ancora una volta una massiccia partecipazione delle giovani generazioni, le meno interessate a difendere lo status quo.

Mercoledì, 26 Agosto 2026 08:10

In una realtà da Germania nazista

Nel caldo insonne, pensieri sconnessi e la fatica di trovare un qualche filo che li tenga insieme.

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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