Cultura

A chiusura festival, sette i film selezionati “con uno sguardo plurale…disposto a riflettere in maniera dialettica sulla realtà”.
Il suono della campanella decreta la fine di un round e l’inizio dei ricordi di Stud, pugile di 41 anni. La voce del padre operaio lo richiama all’importanza dell’istruzione, l’unico mezzo attraverso il quale si può sperare in qualcosa di più che una vita di stenti. Scorre il tempo che si fa storia, nella patria della libertà ineguale, con i suoi miti, il suo vangelo del dominio, che ingabbia l’uomo e le sue potenzialità, ingaggiando una lotta ben diversa da quella del ring.
È in corso l’edizione 2017 del Festival internazionale, una inondazione di film. Che dire?
Un racconto breve per provare a vivere l’immigrazione con le lenti di chi ne è protagonista.
Rassegna streaming di film sovietici per far conoscere la rivoluzione socialista a cent’anni dal suo scoppio.
Il 2 agosto inaugurazione della 70esima edizione del Festival del Cinema di Locarno. Centinaia di film in dieci giorni.
Selezionati gli otto progetti e gli otto produttori per Open Doors 2017, una delle iniziative a corredo di Festival Locarno, dove il cinema è protagonista.
In ogni condominio c’è un comunista diverso...ma la lotta non è una sola?
Ricostruire il partito per riorganizzare la riscossa, quella vera. Le riflessioni dello storico Fulvio Lorefice nel suo primo libro “Ribellarsi non basta. I subalterni e l’organizzazione necessaria”.
La libertà sessuale non costituisce l’unico obiettivo degli esseri umani, anche se così ci vogliono far credere.
È la storia a rivelarci che in uno Stato in cui i principi fondamentali vengono smantellati non ci può essere solidarietà, ma solo barbarie. Ma infine oggi parlare di solidarietà ha ancora un senso?
Nelle prime due settimane di agosto si svolge una tra le più attese rassegne cinematografiche dell’anno. Con Cannes, Venezia e Berlino, Locarno è una capitale del film.
Concludiamo questa storia affrontando la forma sommersa e integrata che ha assunto la mafia.
“ Gli spari sopra, sono per voi”. Un tempo cantava così il Vasco nazionale, discolo dai piedi per terra, ottimo interprete del senso comune tanto da costruire un popolo.
Cinque serate, quindici gruppi musicali provenienti da tutto il mondo, sere e notti di grande musica. In piazza a Lugano migliaia di appassionati.
In ricordo di Stefano Rodotà.
Ricordo di Stefano Rodotà, scomparso a Roma il 23 giugno. La sua voce da giurista è stata e sarà considerata fra le più alte espressioni dei diritti costituzionali del cittadino.
Gramsci, improvvisatosi giornalista per le necessità politiche della lotta di classe, ci ha indicato la responsabilità storica dell’informazione autentica, contro i giornali-merce che avvelenano i pozzi della cultura e distorcono la realtà.
La storia della mafia prosegue analizzandone la gattopardesca metamorfosi alla fine della guerra fredda.
Mentre le “news” sui giornali incorniciano le nozze di Pippa Middleton ed altri inutili blasonati d’Europa, accadono gli eventi importanti: le vite normali e autentiche della stragrande maggioranza delle persone.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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