Cultura

La rivoluzione come processo storico e la dialettica fra condizioni oggettive e soggettive della sua realizzazione.
La rivoluzione d’ottobre, essendo stata progettata in funzione della rivoluzione in occidente, può considerarsi fallita?
Occorre vivificare la disciplina e l’organizzazione con lo spirito rivoluzionario, dei Consigli, se non si vuole che Partito e Sindacato restino strumenti dell’egemonia borghese sulla società civile.

Il digitale rivoluziona l’informazione ed altera la verità delle notizie. Per il giornalismo qualcosa è definitivamente cambiato.

Con la crisi economica e del movimento operaio il realismo sociale britannico non rinuncia alla propria missione ma si adatta ai tempi, assumendo toni più intimi e familiari.
Perché una Rivoluzione, a partire da quella di Ottobre, non può essere confusa con un putsch.
Conversazione con Rolf Hecker: i 200 anni di Karl Marx, il significato del suo lavoro oggi e lo stato attuale della seconda edizione completa delle opere di Marx ed Engels (MEGA).
Malgrado non esista più, la DDR ha ancora influenza sul cinema tedesco post-unitario.
In quali casi è possibile una rivoluzione pacifica? La si deve considerare l’eccezione o la regola?
Ad ottantuno anni, l'occidente militarizzato ha attuato un processo di revisionismo storico che mira a ribaltare le carte in tavola sulla storia del Novecento e la verità.

La “Dichiarazione [di Lisbona] per una rivoluzione democratica” e i classici del marxismo.

Musica, cinema, fotografia: il linguaggio cambia, si evolve, ma il concetto di sfruttamento rimane.
Usa e Messico: due mondi destinati ad intersecarsi e mescolarsi, muro o non muro.
Il produttore e dj svedese Avicii morto a 28 anni, lascia un vuoto non soltanto tra i suoi giovani fans.
Per la prima volta nel cinema americano troviamo la paura del futuro, l’insicurezza individuale, l’dea di sconfitta, la morte. Al posto della fabbrica dei sogni, la fabbrica degli incubi.
Nuove strategie e progetti d’avanguardia sostengono i difensori della terra e del “grande blu” che è il mare.
Alla scoperta dei culti popolari espressione di un sentimento reale che sorge e risorge spontaneamente in un mondo senza cuore.
Una poesia che denuncia il tradimento nei confronti delle classi popolari da parte di quella sedicente sinistra completamente funzionale al sistema di potere e sfruttamento.
L’anima di chi insegue la libertà è una bandiera invincibile.
Agli Uffizi, una mostra su Elisabetta Sirani, pittrice del '600, prima fondatrice di una scuola di pittura per giovani donne.
Premio internazionale allo studio su una nuova tecnica per fissare i pavimenti mobili con agenti biologici.
Una mostra italo-svizzera per le scoperte di Ercolano e Pompei. Migliaia i visitatori.
Mo dopo er mandato / a chi je toccherà fa la fine / de Giulio Cesare fora ar senato?
Al discepolo di Le Corbusier il più prestigioso premio architettonico al mondo.
Seguendo i film nei festival e nelle produzioni meno abbienti ci si imbatte in nuovi capolavori che corrono il rischio di andare smarriti.
Quando il metateatro si presta alle cause sociali, raccontando il dramma delle polveri della morte nel Poligono più grande d’Europa.
È dal cuore che deve partire la rivoluzione quando non ci si può più accontentare e si rompe con la mansuetudine che fa il gioco dei potenti.
Il giorno del ricordo istituito nel 2004 per commemorare le sofferenze degli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati favorisce lo sviluppo di una memoria contraffatta e falsa coscienza.
L’irrealismo costituisce l’ideologia verso la quale si vogliono indirizzare le masse popolari per ostacolare la loro comprensione del reale.
Da 13 anni nell’unica sala cinematografica della piccola città si svolge un festival che riempie per una settimana ogni posto.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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