Abolire il Toscanellum!

Una petizione rivendica un sistema elettorale proporzionale per eleggere il Consiglio Regionale della Toscana. I guasti del Toscanellum e dei sistemi maggioritari


Abolire il Toscanellum! Credits: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/ff/2011_Italian_referendums.jpg

È vero che di per sé nessuna legge elettorale garantisce la partecipazione dei cittadini della Repubblica alla vita politica, come vorrebbe la Costituzione: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (art 49). Ma è anche vero che si sono create di fatto le condizioni affinché il dettato di tale articolo, sia reso impraticabile.

La sinistra italiana, rappresentata dal PCI fino agli anni ‘90, si è smaterializzata fra il 1989/1991. Il PCI contava 1.200.000 iscritti. Lo scioglimento del partito e l’opzione socialdemocratica, “prima il mercato poi lo stato”, lasciò per strada 400.000 iscritti dispersi in diversi rivoli.

Nel 1993 la scelta maggioritaria da parte del PDS, per garantire la governabilità rispetto alla rappresentanza, portò al primo decisivo passo verso la deresponsabilizzazione dei cittadini nei confronti della vita politica e della vita dei partiti. La riforma elettorale per l’elezione diretta dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e delle Regioni, la personalizzazione di queste istituzioni, ha portato ad un continuo inarrestabile distacco dei cittadini all’esercizio elettorale, passando da una media di partecipazione al voto dall’85% all’attuale 50%, senza che nessuno si sia posto il problema.

Anzi, il sistema maggioritario e leaderistico lo si è voluto impiantare anche per l’elezione del Parlamento, con conseguenze ancora più rovinose. Non è un caso che le ultime tre legislature parlamentari abbiano consentito di eleggere deputati e senatori con leggi elettorali, sempre approvate e modificate in prossimità delle elezioni, dichiarate successivamente, incostituzionali su aspetti importanti, essendo state stilate sempre con uno sguardo non certamente diretto agli interessi nazionali, al rispetto della Costituzione ed al recupero della partecipazione, ma al mantenimento del proprio interesse di parte, di gruppo e di potere; in una corsa personalizzata, sostenuta sempre più dagli interessi finanziari interni e internazionali, fino a considerare il parlamento un ostacolo agli intrallazzi economici, a tutto discapito degli interessi dei cittadini. Questo il senso anche della riforma della costituzione bocciata sonoramente dal referendum del 4 Dicembre 2016, di cui abbiamo di recente ricordato l’anniversario. Ma nessuno oggi ha avuto il buonsenso ed il pudore di fare una qualche riflessione.

Non si può governare un paese con il 25% del consenso e con una artificiosa maggioranza del parlamento. E non si può nemmeno governare un paese con il 50% dei consensi del 50% dei cittadini aventi diritto del voto, perché è sempre il 25% del paese. Questo vale per tutte le istituzioni. Perché un simile meccanismo accentua la corsa agli interessi di pochi, mentre la Costituzione indica una strada per una politica alta ed una mediazione equilibrata degli interessi di tutte le componenti della società.

Il meccanismo elettorale ha favorito la crescita delle enormi, inaccettabili disuguaglianze, della cattiveria e dell’egoismo incontenibile. Ha incentivato la penalizzazione delle classi sociali subalterne, le discriminazioni di genere e di colore e anche fra gli stessi cittadini, la guerra fra poveri, fra bianchi, neri e gialli, una corruzione intollerabile, una espansione delle del potere ricattatorio delle mafie di tutti i colori, un sovvertimento del buon senso, della ragionevolezza e della solidarietà.

Rimuovere queste distorsioni è il senso profondo della Petizione per una legge elettorale Proporzionale per la Regione Toscana, visto che nella legge attuale si ritrovano tutti gli svantaggi di cui sopra.

L'attuale Legge (n° 51 del 26/9/2015) ha uno sbarramento minimo del 5% sia con liste singole che apparentate. L'assegnazione dei seggi è riservata per il 57,5% o il 60% alla lista che ha ottenuto un risultato elettorale oltre il 40% o oltre il 45%. Alle minoranze sono riservati i rimanenti seggi. Un sistema farraginoso e incomprensibile alle persone normali, sia per la presentazione delle liste che per l'attribuzione dei seggi e del premio di maggioranza.

Il sistema Maggioritario ha in sé la perversa caratteristica di limitare la libera espressione del voto, incoraggiando al non voto e/o all'astensione, oppure indirizzando la scelta dell’elettore non verso la lista che maggiormente lo rappresenterebbe, ma verso il “voto utile”, favorendo così una artificiosa polarizzazione. Questo meccanismo elettorale, abbinato al controllo centralizzato dei media, penalizza la partecipazione delle classi sfruttate e la rappresentanza delle opinioni che si pongono in maniera alternativa al “pensiero unico” del liberismo. Non a caso, in quanto funzionale all’affermazione del modello liberista e agli interessi della classe capitalista, è stato caldeggiato e promosso da potenti organismi rappresentativi del capitale finanziario e, non ultimo, dal “Piano di rinascita democratica” di Licio Gelli.

L'attuale Legge maggioritaria del 2015 (cosiddetto Toscanellum), frutto di un accordo fra il Partito Democratico e Forza Italia, contiene probabili vizi di costituzionalità, perché stravolge il principio di eguaglianza del voto di ciascun cittadino e limita la rappresentatività del Consiglio regionale attraverso sbarramenti, premi di maggioranza, ballottaggio, listini bloccati. Non a caso l’Italicum, universalmente considerato il figlio del Toscanellum, è stato bocciato dalla Corte Costituzionale.

La richiesta o la lotta per riaffermare un sistema elettorale proporzionale che valga per tutte le istituzioni è condizione indispensabile per rimuovere i danni del sistema maggioritario e riportare, con il tempo, a un confronto vero ed alto fra partiti e a una dialettica reale e non di facciata fra le componenti sociali ed economiche.

Questo ci pare anche il messaggio che proviene dai giovani che hanno promosso e continuano a promuovere la partecipazione nelle piazze delle Sardine.

21/12/2019 | Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte.
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“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

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