“Tutto quello che resta di te”: un film palestinese, un silenzio in aula, una lezione di umanità
Paola di FranciscoPaesi Bassi: l’estrema destra frena, ma la sinistra resta al bivio
Giulio ChinappiLe legislative anticipate del 29 ottobre nei Paesi Bassi segnano una battuta d’arresto per l’estrema destra di Geert Wilders, ma consegnano la vittoria a un centro-sinistra liberale ed euroatlantista. GL-PvdA arretra e cambia leader. Fuori dal “circo elettorale”, il Nuovo Partito Comunista richiama alla lotta di classe contro la guerra.
Osservatorio sul mondo che cambia: Venezuela, la guerra dei giacimenti e il ritorno dell’impero
di RedazioneAggressione militare e guerra economica contro il Venezuela
di Angelo CaputoLa Guerra del Kippur del 1973, tra calcolo politico, complicità e tradimento
Orazio Di MauroLa guerra del Kippur del 1973 non fu una sorpresa incontrollata, ma un conflitto limitato e politicamente calcolato. Secondo le memorie di Vinogradov e i documenti desecretati di USA e Israele, Sadat interruppe volontariamente l’offensiva per avvicinarsi a Washington, sacrificando una possibile vittoria militare. Israele accettò il rischio della sorpresa iniziale per ottenere maggiore sostegno americano. Gli Stati Uniti, guidati da Kissinger, calibrarono il conflitto per evitare vittorie decisive e consolidare la propria influenza in Medio Oriente. La guerra risultò quindi un equilibrio tra successo apparente, vittoria mutilata e supremazia diplomatica.
La finanziaria del governo Meloni è totalmente orientata dagli interessi del grande capitale, i tagli al salario sociale, l'austerità e le spese militari costituiscono i pilastri portanti della manovra. Bisogna concentrare tutte le forze della classe lavoratrice per fermare questo ulteriore passo verso la barbarie sociale e l'ulteriore impoverimento generalizzato delle classi subalterne. Per questo è necessario adoperarsi per uno sciopero unitario.
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Pasquale VecchiarelliCosa sta succedendo nel mar dei Caraibi. Conversazione di classe
di RedazioneLo sport popolare nella battaglia per l'egemonia
Pasquale VecchiarelliLa Città Futura ha intervistato Giovanni Castagno sul tema dello sport popolare, interpretandolo in chiave gramsciana e dunque come lotta per l'egemonia. Lo sport popolare secondo Castagno, è anche riappropriazione e spazio di liberazione, in contrasto con lo sport tradizionale dove prevale la logica competitiva. Castagno ha criticato la mancanza di campi da calcio pubblici e lo snobismo amministrativo verso le iniziative sportive popolari, evidenziando la difficoltà di contrastare l'affermazione individuale.