Editoriali

Per una critica dell’ideologia dominante nel polo imperialista europeo in costituzione.
I micidiali effetti prodotti dall’aggressione imperialistica alla Jugoslavia sul piano del diritto internazionale e sulla possibilità stessa di una convivenza pacifica fra i popoli.
La Nuova Via della Seta è un’opportunità per liberarci in parte dai vincoli europei e prendere qualche distanza dalla Nato. Per questo è e sarà fortemente contrastata dagli Usa e dai loro servi locali.

Le danze della prossima campagna elettorale saranno accompagnate da un unico coro, in falsetto, che canterà le lodi di un’altra Europa: L’Europa dei popoli! Ma è realmente possibile riformare l’UE o addirittura lottare per una costituzione?

Una misura utile solo ai padroni che non a caso è la nuova “priorità” del governo.
La duplice lotta dei comunisti contro le posizioni dei social-sciovinisti, che nei fatti sostengono il proprio imperialismo, e dei critici del diritto all’autodeterminazione nazionale dei popoli da posizioni cosmopolite, oggi reazionarie.
Governo e opposizione si confrontano a colpi di post, contendendosi meriti per decreto Dignità e Jobs act. Ma la realtà conferma una struttura occupazionale che continua a tendere alla svalorizzazione e alla dequalificazione del lavoro.
La manifestazione di CGIL, CISL e UIL del 9 febbraio è stata la prima opposizione di massa alle politiche economiche del governo giallo-verde, e pur con le sue contraddizioni apre al rilancio della prospettiva di trasformazione dell’esistente.

Un’assemblea lunedì 18 alla Sapienza e una giornata di mobilitazioni internazionale il 23 per far capire quello che sta succedendo e fermare la guerra contro il Venezuela.

A differenza dell’Italia, non solo i partiti e le organizzazioni della sinistra marxista e antimperialista ma anche i democratici socialisti si oppongono all’aggressione imperialista del Venezuela.

Le potenze che stanno ordendo l’ennesimo colpo di Stato pretendono di stabilire chi è democratico e chi non lo è.

Impossibile non denunciare a piena voce le prove generali di colpo di stato o di intervento militare esterno nel Venezuela di Maduro. Fermare subito la reazione imperialista!

Il 2019 inizia con un dibattito tra anticapitalisti e marxisti americani che mostra come ormai i tempi sono maturi per un ulteriore salto di qualità nelle lotte a partire dall’unità tra i lavoratori.
La flat-tax, oltre a penalizzare i redditi più bassi, divide il mondo del lavoro e produce più rapporti di lavoro fasulli e più precarietà.
Un anno in cui, soprattutto nel nostro paese, le forze che si battono per la disemancipazione del genere umano hanno avuto decisamente la meglio su chi si batte per l’emancipazione.

In vista delle elezioni europee non abbiamo bisogno di tanti piccoli partiti in competizione tra loro ma di riunire tutte le forze militanti che pur ci sono, ma sono divise e disperse

L’accordo fra Governo e Commissione Europea sul bilancio 2019 favorisce la recessione ed è contrario agli interessi dei lavoratori. L’alternativa è rompere la gabbia europea.
Dopo un anno di battaglie il Comitato dei Pendolari in Lotta di Paullo ha vinto la battaglia e ha riottenuto gli autobus domenicali sul territorio, che gli enti gestori del trasporto in provincia di Milano avevano già deciso di smantellare in via definitiva.

L’Ue ci conferma che in regime capitalistico gli unici Stati Uniti d’Europa possibili sono reazionari. Ai comunisti il compito di farlo capire ai lavoratori.

La concezione dello Stato di Lenin come guida indispensabile per capire l’attualità.
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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