Interni

Le tendenze radicali del governo della destra-centro sembrano impensierire persino i più importanti rappresentanti del grande capitale finanziario, a partire da Bankitalia che denuncia come la tassa piatta rappresenterebbe “un unicum tra i sistemi in vigore nelle maggiori economie avanzate”.

In una dichiarazione che annuncia una sua iniziativa oscurantista Renzi scopre le carte. Altro che terzo polo, siamo di fronte a un intervento organico alla peggiore destra. Un attacco alla libertà di stampa e di opinione simile a quello praticato da alcuni ministri del governo Meloni.

Analisi del voto ad Ancona

Il governo della destra radicale non potrà che comportare, dal punto di vista della politica estera, un incremento del nazionalismo, dello sciovinismo, del razzismo, dell’atlantismo, del militarismo e dell’imperialismo. In politica interna non solo saranno sempre più banditi i diritti economici e sociali, ma anche i diritti politici e gli stessi diritti civili saranno a rischio e verranno di fatto limitati.

L’egemonia crescente di organizzazioni di stampo fascista e di forze opportuniste-governiste nel movimento romano contro la ZTL, organizzazioni e forze che cercano di cavalcare populisicamente il malcontento per guadagnare consensi, rende inagibile quel movimento da parte degli antifascisti, che devono organizzarsi autonomamente a partire dai territori per portare avanti questa battaglia e difendere il popolo delle periferie dalla ghettizzazione.

La disperazione è una cattiva consigliera: perché l’opposizione al governo Meloni non può fare a meno della chiarezza sui contenuti.

Se le forze realmente di sinistra non sapranno divenire protagoniste, in prima fila, della lotta a un governo reazionario, a un governo dei peggiori, finiranno per perdere qualsiasi credibilità agli occhi delle proprie classi di riferimento per un periodo storico ancora più ampio dell’attuale.

Incredibilmente il governo più sfacciatamente reazionario della storia della Repubblica non sta incontrando nessuna significativa resistenza di massa. I ceti sociali subalterni, che in teoria avrebbero dovuto insorgere contro un governo così orientato a destra, appaiono anestetizzati. Neanche le lotte economiche per recuperare il potere d’acquisto dei salari sono in atto. Naturalmente il problema non sono i subalterni, ma i loro intellettuali, i loro dirigenti.

Cambiare apparentemente tutto, affinché nulla cambi nella sostanza. Perché questo esito trasformista e gattopardesco rischia di vanificare la stessa mobilitazione di una parte del popolo della sinistra per impedire ai renziani di riprendere il pieno controllo del Pd. Perché non si è di fatto rimessa in discussione la subalternità dei democratici italiani al liberismo e all’atlantismo?

Il problema dell’inquinamento non può essere affrontato solo limitando il tipo di mezzi che possono entrare nelle aree urbane senza altri necessari interventi perchè questo oltre a non risolvere realmente il problema crea discriminazione sociale per le fasce di popolazione economicamente più deboli che non possono acquistare auto adeguate alle nuove norme.

L’urgenza di costruire un vasto fronte di opposizione al governo non è in contraddizione con l’obiettivo dell’unità dei comunisti. Ma entrambe le cose richiedono chiarezza di prospettive e non ripercorrere gli errori del passato.

Il centro-destra, pur sfiorando solamente la vittoria al primo turno, si dimostra il primo partito. Il centro-sinistra e la lista di sinistra tengono nella Ztl ma soffrono nei quartieri popolari. Le liste civiche prendono più voti dei partiti.

La riduzione dell'orario di lavoro con modalità che salvaguardino i profitti non determinano sostanziali cambiamenti nei rapporti di forza fra le classi e nel livello occupazionale.

In Italia manca un sindacato che, come in Francia, faccia il proprio mestiere, manca un movimento politico sinceramente riformista e, quindi, non succube come da noi alle compatibilità neoliberiste, manca la capacità di assumere un’attitudine critica nei riguardi della logica ordoliberista imposta dall’Unione Europea, infine, nel nostro paese, si sono sprecate tutte le opportunità per una inversione di rotta rispetto alla sinistra governista.

Il giornalista recentemente scomparso è stato capace di una narrazione totale che connetteva sport, spettacolo, politica e società nell'ottica dei popoli del sud del mondo e dei subalterni. Le interviste a Fidel, Maradona e Alì.

Prima di impegnarci in alleanze più elettorali che politiche, sarebbe opportuno chiederci chi siamo e che vogliamo

La periferia dell'Ue vede i sindacati schiavi del modello concertativo e l'assenza di conflitto e di posizioni radicali in materia di tassazione, welfare e lavoro alimenta la spirale della precarietà e del consenso alle destre.

La lotta di classe non deve essere subordinata alle istanze di genere, ma deve assumerle. Fascismo, cultura patriarcale e interessi capitalistici sono ancora un ostacolo all'emancipazione delle donne dalla loro condizione separata nella società.

Occorre sviluppare un dibattito per riunire il più possibile i comunisti, a partire dall’esigenza concreta di contrastare in maniera efficace nella prassi l’imperialismo. Perciò il dibattito dovrà essere il meno dottrinario e il più concreto possibile.

Il governo di estrema destra ha la necessità di costruirsi un nemico ideologico. I temi della sicurezza e ora del pericolo anarchico corrono in suo soccorso. I casi della Polonia e dell’Ungheria.

Lo sciopero della fame praticato da Alfredo Cospito nel carcere di Sassari e le manifestazioni dei gruppi anarchici che si sono susseguite in queste settimane hanno scoperchiato tutta una serie di contraddizioni, complessità e problemi che attanagliano le istituzioni italiane, a partire dal sistema giudiziario, dall’organizzazione dello Stato, per arrivare, infine, alla società civile, alla formazione dell’opinione pubblica e ai valori complessivi su cui si fonda una società.

L’#Ue non è un contenitore vuoto che si possa riempire di contenuti progressisti o reazionari. La sua struttura è vincolata al processo storico che la ha configurata quale blocco in formazione di paesi capitalisti e #imperialisti, consolidato negli anni da innumerevoli vincoli e trattati – come quelli di Maastricht – e da organismi finanziari (la Banca Centrale Europea) con il connesso Patto di Stabilità.

Ricordo di Alfio Novelli, una delle ultime voci dei protagonisti diretti della Resistenza antifascista: dalla salita in montagna nel '44 alla liberazione di Torino, dalla battaglia per la memoria storica all'amore per la scrittura e per l'umanesimo.

A dispetto della narrazione apologetica sulla nostra democrazia, l’Italia e in generale i Paesi del mondo occidentale, sin dagli anni ’80, ma con un’accelerazione a partire dall’implosione dell’URSS, hanno subito un attacco non solo alla democrazia sostanziale, ma anche ed in particolare a quella formale.

Il sistema carcerario opera come un’istituzione esclusivamente repressiva che viola i diritti umani e il principio costituzionale secondo cui le pene devono essere finalizzate alla rieducazione. I carceri per minori e giovani dovrebbero a maggior ragione seguire l’obiettivo della rieducazione e dell’inserimento lavorativo.

Per riconquistare le masse la sinistra #radicale dovrà essere in grado di #egemonizzare il processo di ricomposizione delle forze che dovranno restituire una rappresentanza politica alle classi medio-basse.

Occorre rilanciare con forza il tema dell’alleanza tra le forze politiche che intendono difendere i ceti sociali medio-bassi, senza perdere lo spirito di scissione e la necessaria critica all’opportunismo di sinistra e al riformismo di destra.

Ricostruzione sommaria degli stracci ideologici della destra al governo e dei suoi predecessori.

Elezioni Regionali Lazio: sabbie mobili, come tirarci fuori. La proposta de “La Città Futura”, i nodi critici e le possibilità

Perché la sinistra non appare in grado di fare tesoro della peggiore e più strutturale crisi del modo capitalistico di produzione?

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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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