Interni

Mentre appare sempre più palese che non ci sia nulla che stia andando bene, a discapito degli slogan propagandistici, Maurizio Marchi di Medicina Democratica immagina due possibili scenari a confronto nel post crisi
Ma stiamo veramente passando dalla fase 1 a alla fase 2? Prima di procedere è meglio capire cosa è successo.
In un ospedale di Bergamo stravolto dalla pandemia di Covid-19 medici messi a dura prova riflettono su come prepararsi per una nuova esplosione epidemica.
Per settembre dobbiamo avere un SSN messo in sicurezza e rafforzato, corridoi sanitari specifici, operatori sanitari formati e protetti nel modo corretto, una popolazione preparata e tamponi sufficienti per fare monitoraggi massivi. Solo così i rischi saranno minori.
La pandemia colpisce maggiormente i più deboli e mette in luce le carenze del nostro sistema sanitario che prima si fingeva di non vedere. I disabili sono fra i più colpiti.
L’acquisto dei materiali necessari per l’informatizzazione e l’innovazione tecnologica delle scuole non è avvenuta con una programmazione ministeriale ordinata e coordinata ma ha seguito percorsi diversi nelle singole scuole in modo da sostenere meglio gli appetiti del mercato.
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma: il cambiamento di un sistema sociale è sempre legato alla costruzione di uno nuovo. Quale l’impatto delle nuove tecnologie sull’Uomo e sul sistema sociale? Possiamo immaginarne uno diverso?
Dal momento che il dato di fatto che continuiamo a subire non può che essere il risultato, in primo luogo, dei nostri errori, diviene decisivo comprenderli fino in fondo per poter rialzare la testa
Non è lo spirito di sacrificio che il sistema premia con i centesimi e loda con lusinghiere parole, ma è l’accoglimento forzato e inconsapevole del destino liberista che rende la professione medica un martirio e l’etica sociale una pratica straordinaria.
Dal momento che è inutile piangere sul latte versato e non ci si può limitare ad assistere da spettatori alla cronaca dei mezzi di comunicazione della tragedia in atto, diviene indispensabile ragionare sul che fare
Vivete questo momento, informatevi, aprite gli occhi, fatevi domande, prendete gli spunti di riflessione che vi offro e ragionateci sopra liberamente. Voi siete il futuro di questo paese.
Il sacrificio individuale della quarantena da Coronavirus, sebbene coinvolga popolazioni del mondo intero, non può definirsi collettivo in quanto gestito in modo differente dai vari governi e analogamente subìto dalle masse, non già comunità, ma somma di individui.

Ce la dobbiamo prendere con il coronavirus o con i politici che hanno determinato lo sfascio del sistema sanitario, universitario e della ricerca?

Approfittando della pandemia, le nuove forme di lavoro definite agili vengono introdotte sia nel settore pubblico che in quello privato. Cosa succederà?

Se per il COVID-19 non esiste ancora un vaccino medico, la lotta rivoluzionaria delle donne può e deve essere un antidoto contro la barbarie del capitalismo allo sbando.
Le rivolte nelle carceri sono dovute al sovraffollamento e alle condizioni disumane dei carcerati. Le pene devono essere orientate alla rieducazione dei condannati e servono misure alternative alla detenzione e un indulto.
L’emergenza sanitaria tra razzismo, violenza e speculazioni
In piena pandemia da Coronavirus scontiamo sulla nostra pelle decenni di tagli nel settore pubblico e a tutela dei lavoratori,a favore dell'aumento delle spese militari
Ancora una volta, da apprendista stregone, il capitale ha evocato delle terribili potenze nichiliste, che non solo hanno finito con l’affossare l’economia del paese, ma hanno ulteriormente favorito la diffusione del virus del razzismo e della soluzione autoritaria
In Italia e in Europa ci sono le risorse per fronteggiare l’emergenza da Coronavirus ma bisogna prendercele
Resoconto dell’attivo di marzo fatto al Granma sulle prossime elezioni romane del 2021

Lettera dell’ex direttore Guido Capizzi

La spaventosa crescita di posizioni negazioniste e revisioniste nei riguardi della Shoah non può che portarci a interrogare sull’efficacia dell’istituzionalizzazione e sulle responsabilità della strumentalizzazione politica di tale spaventoso genocidio
Torna la nostalgia per il leader del Psi, un sentimento radicato nell’attuale clima da controrivoluzione
In un collegio blindato il centro-sinistra dimostra di non essere cambiato e candida il Ministro Roberto Gualtieri mentre i comunisti si presentano divisi
Dietro al belletto del presunto risparmio, il taglio dei parlamentari ha lo scopo di ridurre gli spazi politici alle classi sfruttate. Le radici di classe del nostro NO al referendum.
Si possono sviluppare mobilitazioni e lotte in Italia come quelle che abbiamo visto in Francia oppure il carattere strutturale e la moderazione culturale delle organizzazioni politiche e sindacali non lo consentiranno?

Alla vigilia delle elezioni nell’Ente di previdenza dei medici, i dottori tracciano un bilancio della gestione piena di conflitti di interesse.

Se non si è in grado di sfruttare e approfondire le contraddizioni fra le proclamate buone intenzioni di chi oggi governa la scuola e gli scarsi risultati ottenuti, non si potrà realizzare un’opposizione efficace e, quindi, credibile
I vertici di TAP a processo per reati ambientali, quasi in parallelo al processo a 25 No-Tap che hanno manifestato legittimamente per la difesa del territorio. Ma il gasdotto Tap serve davvero?
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La città futura

“Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

Antonio Gramsci

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