Articoli filtrati per data: Maggio 2026
Con la storica battuta d’arresto della coalizione di governo guidata da Shigeru Ishiba, le elezioni dello scorso 20 luglio segnano l’inizio di una stagione politica in cui le forze popolari possono finalmente aspirare a costruire un’alternativa progressista e pacifista, nonostante la flessione del Partito Comunista
La cooperazione russo-iraniana sugli UAV ha rivoluzionato la guerra contemporanea, garantendo a Mosca un vantaggio strategico grazie a droni economici e massicciamente prodotti. Gli Stati Uniti e la NATO, pur con superiorità tecnologica, soffrono ritardi nella produzione industriale e difficoltà nel contrastare sciami di UAV. Nel prossimo decennio, Cina e India potrebbero unirsi a questa dinamica, rafforzando l’asimmetria globale nel settore.
Il parlamento europeo ha respinto la mozione di sfiducia contro la Von der Leyen, ma le dichiarazioni di alcuni europarlamentari di sinistra e centrosinistra che si sono astenuti o che non hanno partecipato al voto non sono accettabili.
Si è costituito a Roma nel IV Municipio il Coordinamento “No armi No guerra”, che si prefigge di rilanciare la necessaria mobilitazione contro l’economia di guerra che sottrae risorse alla spesa sociale.
Con le elezioni per rinnovare 124 seggi della Camera dei Consiglieri, fissate per domenica 20 luglio, il Partito Comunista Giapponese lancia un appello al cambiamento radicale. Il suo programma sociale e pacifista contrasta con il corso militarista e liberista del governo Ishiba.
Orazio Di Mauro commenta gli ultimi avvenimenti bellici in Siria, in Medio Oriente e relativamente al conflitto tra Russia e Ucraina.
La Russia ha riconosciuto formalmente il regime dei Talebano ed è stata molto criticata dalle organizzazioni e associazioni umanitarie. La repressione contro le donne in Afghanistan può finire soltanto con azioni risolute dell’ONU.
Durante la presentazione del libro di Fabio Mini si è fatta una descrizione interessante della NATO. L’autore pensa che la NATO sia riformabile, tornando alle regole del Trattato istitutivo. Nessuna riforma della NATO è possibile, perché rilancia soltanto conflitti bellici contro potenziali nemici inesistenti, come la Russia.
Al XIX Congresso del Partito Comunista della Federazione Russa si è delineata una strategia chiara per contrastare la crisi globale del capitalismo e rilanciare il percorso socialista basato sulla solidarietà dei popoli e sulla centralità del lavoro.
Un breve profilo storica dei Curdi siriani durante la guerra civile siriana. Considerazioni sul futuro di un possibile stato curdo.
Ricostruzione in tempo di guerra: paradossi, illusioni e logiche imperialiste, quando a spartirsi l’Ucraina sono gli stessi che fingono di salvarla.
Mentre la Russia avanza in Ucraina e Israele infiamma il Medio Oriente, l’Europa segue una strategia cieca che ci spinge verso il baratro.
Dai bombardamenti su Gaza alla lenta avanzata russa in Ucraina, passando per il riarmo globale che sottrae risorse al clima e alla pace: una crisi multipla che logora il presente e ipoteca il domani.
Mentre l’UE firma il riarmo al 5% del PIL entro il 2035, il governo Sánchez si muove tra pressioni popolari, contraddizioni interne e una parziale resistenza al consenso bellicista. Un’anomalia che parla anche a noi.
Con 60,31 % dei consensi alle primarie del centrosinistra, Jeannette Jara diventa la prima candidata comunista sostenuta dal fronte progressista cileno. Un trionfo che offre al PCCh nuove prospettive di governo, ma lo espone anche a sfide interne e alla minaccia della destra.
L’articolo presenta una sguardo sull’Iran, all’attenzione dell’Occidente solo per il suo programma nucleare. Sono riportate le istituzioni, l’economia e la religione al fine di comprendere meglio alcuni aspetti del Paese, necessari a spiegare le motivazioni del conflitto dei “dodici giorni”.
Nella nuova puntata dell’Osservatorio sul mondo che cambia, il professor Orazio Di Mauro analizza l’attacco israeliano all’Iran e i complessi sviluppi che ne sono seguiti.
La vicenda sterminista che si consuma nella Striscia di Gaza va oltre il dato contingente di un conflitto regionale e investe pesantemente i destini collettivi.
Scandirne e documentarne rigorosamente tempi, pratiche e modalità di attuazione serve a comprendere le linee d’evoluzione e gli orizzonti dell’immediato futuro.